La match analisi e il gioco del calcio
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La match analisi e il gioco del calcio

La match analisi rappresenta il futuro dell’evoluzione tecnologica applicata al calcio, e, in quanto tale, è vincolata al miglioramento delle tecnologie che la supportano.

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La match analisi e il gioco del calcio

Il calcio è lo sport più amato e praticato, con milioni di tifosi e simpatizzanti sparsi in tutto il mondo. Rappresenta oramai una costante sociale sempre presente, in continua evoluzione e sempre pronta ad esasperare lo spirito goliardico di ogni tifoso. In quanto tale è sempre stato oggetto di interesse ed analisi, soprattutto negli ultimi anni, con l’avvento di tecnologie sempre più efficienti che, oltre a darci un approccio più scientifico, ci consentono di esportarlo anche in ambiti differenti e più “popolari” come ad esempio nei videogiochi o nel fantacalcio.

Questo exploit tecnologico ha ovviamente interessato anche il campo scientifico e ha permesso analisi sempre più approfondite e dettagliate riguardo all’impegno fisico derivante: oggi sappiamo che i calciatori percorrono mediamente una distanza di 11 Km a partita, variabile in base al ruolo e con cambiamenti di moto ogni 3–5 secondi caratterizzati da momenti ad elevato impegno energetico (30% d’impegno in circa 200 azioni ad alta intensità) e momenti a basso impegno (70%sforzi a bassa intensità).

Da ciò si evince come il calcio sia uno sport aerobico/anaerobico alternato, dove vengono eseguiti sprint massimali, cambi di direzione, elevazioni, contrasti, con fasi di recupero più o meno brevi; Bangsbo afferma che il sistema aerobico è quello che fornisce il quantitativo maggiore di energia utilizzata nel corso di un incontro.

Essendo uno degli sport maggiormente chiacchierati e praticati, non è esente dalle polemiche: ci sono infatti delle controversie riguardanti l’introduzione delle tecnologie nel calcio: da un lato c’è chi sostiene che serva per rendere più spettacolare e comprensibile lo sport, dall’altra c’è chi ritiene che finiscano per manipolare lo sport stesso, sostituendo la componente umana con la componente meccanica.

Personalmente ritengo che queste innovazioni non debbano essere considerate un male ma anzi, se usate nel giusto modo, possono solo migliorare la concezione globale della materia, senza intaccare l’imprevedibilità e il fascino stesso dello sport e più in particolare del calcio, sport che tanto unisce la gente ma che nel contempo la separa creando spesso polemiche futili e infondate.

Protocollo d’attuazione

Abbiamo monitorato i giocatori del Montelabbate, squadra militante nella prima categoria, sezione di Pesaro. I dati sono stati rilevati attraverso un GPS a 20 Hz, indossati da un giocatore per ruolo, in modo da avere una panoramica completa e globale del modello prestativo riferito a tutte le posizioni. I dati ricavati dalla strumentazione sono stati poi analizzati tramite un computer con il programma Excel, che ci ha poi permesso di rilevare e classificare in modo analitico i diversi parametri, giocatore per giocatore.

Ovviamente, per motivi prettamente pratici, non è stato possibile rilevare alcuni parametri poiché essi richiedevano una strumentazione non disponibile per le suddette categorie, quindi non abbiamo rilevato parametri come la VO2 Max, il lattato…

Nonostante questo però sappiamo, in base al modello prestativo, quali siano i valori generali pertinenti al calcio dilettantistico, quindi potremmo notare quali siano realmente le differenze tra i nostri giocatori e i professionisti, valutando se il modello prestativo dilettantistico risulta simile al modello prestativo che abbiamo ricavato con i dati del Montelabbate o se ci sono delle discrepanze.

Confronto dei parametri considerati tra dilettanti (Montelabbate: prima categoria) e professionisti (letteratura scientifica).

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Tabella 1: confronto tra i dati rilevati ed i professionisti
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Tabella 2
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Tabella 3

Valutazione dei dati.

I professionisti percorrono maggiore distanza totale e maggiore distanza al minuto (+ 29 m.), i picchi di velocità massima risultano medesimi, cosi come la differenza nella TD è relativamente bassa (picchi di 10.771 m tra i giocatori del Montelabbate), mentre ci sono notevoli differenze riguardanti i parametri riferiti all’alta intensità, con i professionisti che, rispetto al Montelabbate, percorrono:

  • 825 m in più ad una potenza metabolica alta
  • 948 m in più ad alta velocità
  • 0,5 % (164 m) di maggiore TD ad alta accelerazione (> 2 m/s)
  • + 151 m in decelerazione (< -2 m/s)
  • + 42 m in più ad un’accelerazione > 3 m/s, con ognuna di circa 5,45 m., mentre il Montelabbate ne svolge 21 con una media di 6, 57 m
  • Producono una spesa energetica maggiore (+ 13 KJ/Kg)
  • Minore spesa anaerobica (circa 17 %)
  • Meno decelerazioni (53 vs 58) a < -3 m/s ma maggiore distanza nel farle (3,54 m vs 2,48 m)
  • + 2.207 m di distanza totale
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Grafico 1: le differenze tra la 1° categoria ed i professionisti

Il seguente grafico ci mostra la distanza in metri delle varie accelerazioni:

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Grafico 2

Facendo una somma di tutte le accelerazioni e decelerazioni monitorate, risultano molto più performanti i professionisti:

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Grafico 3: i professionisti sono molto più efficienti nelle accelerazioni e decelerazioni

Confrontando i dati ottenuti con il modello prestativo dilettantistico ipotizzato considerando la letteratura scientifica, notiamo come le differenze siano poche e che quindi le nostre aspettative sono state confermate sul campo.

Osserviamo le differenze nella seguente tabella:

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Tabella 4

Possiamo quindi affermare che il modello prestativo ipotizzato è stato confermato.Ovviamente le piccole differenze sono fisiologiche poiché è improbabile ipotizzare un modello potenzialmente perfetto, infatti, troppe variabili influenzano la prestazione (modulo, ruoli, % errore rilevazione...).

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Grafico 4: confronto tra la 1° categoria e il modello prestativo generale dei dilettanti

Sulla base dei dati rilevati si possono trarre delle osservazioni:

  • La maggiore spesa energetica (+ 13 KJ/Kg) dei professionisti può essere dovuta alla maggiore distanza coperta ad alta potenza metabolica (+ 825 m.), quest’ultima dovuta al maggiore numero totale di accelerazioni e decelerazioni (+ 34 %)
  • Il - 17 % di spesa anaerobica prodotta dai professionisti può indicarci come essi siano più efficienti nel capire quando è il momento giusto di “accelerare”, essendo quindi maggiormente efficaci nel ricavare energia dalla glicolisi aerobica
  • La differenza nella durata delle accelerazioni a > 3 m/s (professionisti: - 1,12 m rispetto al Montelabbate) può essere dovuta alla minore organizzazione tattica presente nei campionati dilettantistici, situazione che spinge i giocatori ad accelerazioni più lunghe per coprire maggiori spazi.
  • professionisti impiegano maggiore distanza nello svolgere le decelerazioni a < -3 m/s (+ 1,06 m), dato probabilmente dovuto alla maggiore distanza coperta ad alta velocità, che implica quindi un maggiore distanza di frenata
  • La differenza nella distanza totale (+ 2.207 m) potrebbe sembrare notevole, ma in realtà non lo è più di tanto poiché alcuni tra i giocatori monitorati hanno percorso fino a 10.5 Km a partita, quindi teoricamente, considerando unicamente questo parametro, potrebbero benissimamente affrontare un campionato professionistico

L’obiettivo è stato quello di mettere a confronto il lavoro fisico di un calciatore dilettante e quello di un professionista: è stato notato, considerando singolarmente alcuni parametri, che le differenze sembrano quasi non esserci. Ovviamente la comparazione non includeva le capacità tecniche (conduzione, qualità passaggi, ecc.).

È stato inoltre constatato come le moderne tecnologie siano efficienti nel valutare il carico di lavoro, auspicando che ci siano ancora margini di miglioramento tali da ridurre i margini di errore, che comunque non sono stati di certo trascurati o sottovalutati.

La match analisi rappresenta quindi il futuro dell’evoluzione tecnologica applicata al calcio, e, in quanto tale, è vincolata al miglioramento delle tecnologie che la permettono.

L’obiettivo generale futuro è perciò un ulteriore incremento della conoscenza globale dello sport, magari integrando due sistemi (video analisi e GPS), considerando tutti gli aspetti e monitorando quindi a 360° l’evoluzione delle dinamiche che si susseguono.

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