Evoluzione della match analisi nel gioco del calcio
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Evoluzione della match analisi nel gioco del calcio

Con il propagarsi di tecnologie sempre più efficienti si riesce ad avere un approccio molto più scientifico del gioco del calcio, consentendo “l’esportazione” dello stesso anche in altri ambiti.

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Evoluzione della match analisi nel gioco del calcio

SPORTVU e AMISCO

Amisco è una società francese che commercia sistemi per l’analisi con applicazioni specifiche al mondo del calcio; è stata inizialmente usata dalla nazionale francese durante gli allenamenti per la finale dei mondiali del 1998 e successivamente da diversi club spagnoli durante la stagione 2002/03.1. Permette il monitoraggio simultaneo di più giocatori, fornendo una vasta quantità di dati, con una media di 4.5 milioni di punti per ogni spostamento durante la partita e anche più di 2.000 tocchi di palla per gara.2

SportVu (STATS) è un sistema di tracciamento video che fornisce statistiche relative a prestazione e movimenti dei giocatori (x, y) e del pallone (x, y, z) grazie all’uso delle coordinate, tramite telecamere ad alta definizione, sofisticati software ed algoritmi. Fornisce informazioni chiave per le società di calcio professionistiche, consentendo la ricerca nel database di moltissime informazioni.

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Evoluzione e stato dell’arte

Per anni la match analisi ha valutato le prestazioni dei calciatori riferendosi soprattutto alle velocità percorse, ma grazie agli ultimi studi3 oggi prende sempre più piede l’opinione che bisogna considerare come parametro di valutazione l’accelerazione e la potenza metabolica.

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Figura 2: classi di velocità durante la gara

Nel suo articolo Osgnach, basandosi sulle conclusioni di Di Prampero (costo energetico della corsa in accelerazione è maggiore di quello a velocità costante; correre a velocità costante in salita equivale a correre accelerando su terreno piano) ha ricavato i seguenti dati:

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Figura 3: raramente si sviluppano potenze metaboliche superiori a 55 W/Kg
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Figura 4: dal grafico risulta evidente come il calciatore compia soprattutto movimenti di basse accelerazioni e decelerazioni

Grazie a questo studio innovativo possiamo quindi concludere che:

  • La stessa velocità media può corrispondere a potenze metaboliche diverse se si tiene conto dell’accelerazione!!!
  • È più costosa la corsa in accelerazione nei primi 10 metri (52 W/kg) quando la velocità è medio-bassa, rispetto a quando il soggetto è lanciato nei successivi 10 metri (38 W/Kg)
  • Le velocità elevate occupano solo il 4,3 % del tempo totale
  • Potenza metabolica media è di 12 W/Kg

È quindi un errore considerare l’alta intensità riferendosi a velocità superiori a 16 Km/h!

Interessante anche l’approccio di D’Ottavio che identifica gli spostamenti che il calciatore compie in 3 categorie:

  • Accelerazioni: Vi= 0, Accelerazioni> 1 m/s, m D= max 10 metri
  • Accelerazioni sprint: Vi= 0, Velocità finale= 70% Velocità max
  • Sprint: Vi= 50-70% Velocità max; Accelerazione > 1 m/s2, D= >10 metri
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Figura 5: la classificazione degli spostamenti secondo D’Ottavio

Modello prestativo

Un modello, in generale, è la rappresentazione di un oggetto o di un’idea e viene utilizzato per spiegare un insieme costituito da più parti; il modello tende a organizzare gli elementi che lo costituiscono nel modo più logico possibile, con un approccio organizzato di elementi interdipendenti che formano una totalità.

Nello sport, un modello può essere proposto per completare un sistema rivolto alla prestazione: questo sistema è complesso4 poiché implica un approccio multidisciplinare, ed è dinamico, cioè evolve nel tempo, adattandosi a nuove situazioni.

Bisogna concepire la prestazione sportiva calcistica come il risultato di più fattori, senza cadere nell’errore di considerarne uno più importante di un altro.

Il modello prestativo è quindi l’espressione numerica delle attività svolte sul campo durante una partita ufficiale, analizzate e correlate nei singoli dettagli in un’ottica di visione globale della disciplina.

Non esiste un modello prestativo universale, ma né esistono diversi in base a determinati parametri da valutare e obiettivi di riferimento.

Nel modello prestativo da me considerato ho ritenuto opportuno rilevanti i seguenti parametri:

  • DISTANZA TOTALE (TD): la distanza totale percorsa durante una partita
  • POTENZA METABOLICA (PM): è l’energia spesa per unità di tempo, è il prodotto del costo energetico (Cr) per la velocità di corsa; ci sono 5 classi di potenza metabolica:• Bassa potenza: da 0 a 10 W*Kg• Potenza media: da 10 a 20 W*kg• Alta potenza: da 20 a 35 W*Kg• Potenza elevata: da 35 a 55 W*kg• Massima potenza: >55 W*kg
  • VELOCITÀ (V): la rapidità con cui si muove un corpo data dal rapporto tra lo spazio percorso e il tempo; consideriamo 6 classi di velocità:
    • Walking: da a 0 a 8 km/h
    • Jogging: da 8 a 13 km/h
    • Bassa velocità: da 13 a 16 km/h
    • Velocità media: da 16 a 19 km/h
    • Alta velocità: da 19 a 22 km/h
    • Velocità massima: >22 km/h
  • ACCELLERAZIONI: è la variazione di velocità avvenuta in un determinato intervallo di tempo, consideriamo 8 classi di accelerazioni e decelerazioni:
    • HD: alta decelerazione, da -3 a -2 m/s2
    • ID: decelerazione media, da -2 a -1 m/s2
    • LD: bassa decelerazione, da -1 a 0 m/s2
    • LA: accelerazione bassa, da 0 a 1 m/s2
    • IA: accelerazione intermedia, da 1 a 2 m/s2
    • HA: Alta accelerazione, da 2 a 3 m/s2
    • MA: Accelerazione massima, >3 m/s2
  • VO2: rappresenta la quantità di ossigeno prelevata dai polmoni, trasportata ai tessuti e utilizzata per lavorare. Viene determinata in gran parte da fattori ereditari, ma l’allenamento aerobico può aumentarla fino al 35%; può considerarsi come predittore della capacità di una persona di praticare esercizio aerobico.5
  • FREQUENZA CARDIACA: Per frequenza cardiaca si intende il numero di battiti cardiaci (o pulsazioni) che il cuore compie in un minuto (bpm). Durante l’attività fisica la frequenza cardiaca si eleva in relazione all’aumento dell’intensità del lavoro.6
  • SPESA ENERGETICA (EEE): è il lavoro effettuato indipendentemente dal tempo, ma considerando la distanza, si misura in Kcal o J/Kg. Si misura con la formula: EE=Cr*distanza
  • COSTO ENERGETICO (Cr): è la quantità di energia spesa per unità di distanza. Il costo energetico della locomozione ad ogni velocità è il rapporto tra potenza metabolica (al di sopra del valore di riposo) e velocità e si misura in J/m/Kg o KJ/Km. Si misura con la formula: Cr= PM/velocità
  • DISTANZA EQUIVALENTE (ED): è la distanza che un giocatore avrebbe percorso muovendosi a velocità costante utilizzando tutta l'energia spesa durante l'esercitazione considerata.
  • INDICE DISTANZA EQUIVALENTE (EDI): Indica percentualmente la differenza fra distanza equivalente e distanza reale; in parole più semplici, maggiore è questa differenza (quindi maggiore è il valore percentuale) e più elevato risulta essere il dispendio energetico dovuto alle variazioni di velocità.
  • INDICE ANAEROBIOSI (AI): Indica percentualmente la quota di energia anaerobica rispetto al dispendio energetico complessivo; più elevata è questa frazione e più "stressante" risulta essere la prestazione fornita dal giocatore.
  • LATTATO EMATICO: rappresenta la quantità di lattato presente nel sangue, varia da 1 a 10 mmol/l; aumenta in corrispondenza della transizione tra metabolismo aerobico e anaerobico.

Confronta di diversi studi nella seguente tabella:

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Tabella 1: i valori di VO2 max risultano pressoché identici tra dilettanti e professionisti, mentre le capacità relative agli sprint ci mostrano delle differenze

Riferimento dei parametri in base ai ruoli

Sappiamo che un calciatore percorre circa 11 Km a partita7, che possono oscillare dai 9 ai 14 Km, con 1330 azioni, di cui 220 svolte ad alta velocità, con delle variazioni tra primo e secondo tempo (1° tempo: maggiore distanza percorsa a bassa velocità e meno sprint). Considerando che nel 98% del tempo i giocatori non sono in possesso della palla diventa fondamentale capire quali siano i momenti migliori in cui accelerare e quali invece, in cui poter diminuire la propria spesa energetica.

Relativamente ai vari ruoli, i difensori centrali risultano essere i calciatori che percorrono meno distanza totale (10.554 Km), meno sprint (1,8 % della DT), meno distanza ad alta intensità (2,1 % della DT) ma più accelerazioni e decelerazioni.8

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Figura 6: numero di accelerazioni di diversa intensità in base ai ruoli

I centrocampisti centrali sono invece quelli che percorrono maggiore distanza (11.401 Km), dato confermato da diversi studi.9

Sono i centrocampisti esterni ed i difensori esterni a compiere il numero maggiore di accelerazioni e sprint rispetto alle altre posizioni, anche se altri ritengono che siano gli attaccanti ad avere questo.

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Figura 7: distanza coperta dai diversi ruoli ad alta intensità

Nonostante ci siano delle piccole differenze tra i vari studi, tutti affermano che per ogni determinato ruolo c’è una precisa richiesta fisiologica, quindi bisogna allenare le diverse caratteristiche in modo personalizzato per ogni posizione ricoperta.

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Tabella 2: dalla tabella si nota come i difensori centrali presentino una struttura corporea più massiccia rispetto alle altre posizioni

Le differenze sui picchi di velocità sulle diverse navette sono costanti ma comunque modeste.

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Figura 8: picchi di velocità tra dilettanti e professionisti

È interessante notare il risultato di uno studio riguardante il confronto delle velocità su delle navette, tra dilettanti e professionisti: gli attaccanti dilettanti a volte hanno tempi migliori rispetto agli attaccanti professionisti, situazione analoga per i difensori; inoltre mentre nel professionismo gli attaccanti risultano essere sempre più veloci dei difensori, tra i dilettanti questa situazione non è una costante.10

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Figura 9: differenza tra dilettanti e professionisti sulla velocita media di una navetta nel tratto 0-10 metri (difensori dilettanti sono più veloci dei difensori professionisti)

Riferimento dei parametri in base ai moduli

Per cercare di avere una visione il più globale e prospettica possibile, ho analizzato uno studio il valore di alcuni parametri nei diversi moduli di gioco: ogni modulo prevede una diversa richiesta fisiologica, ovviamente non ho la pretesa di addentrarmi nelle filosofie di gioco e nell’interpretazione degli stessi, poiché spesso la differenza non la fanno i moduli ma bensì la mentalità ed i principi di gioco che l’allenatore vuole improntare.11

Fatta questa doverosa premessa riguardante una ponderata contestualizzazione dei dati, riporto la tabella che mostra i valori medi di un giocatore relativamente al modulo di gioco:

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Tabella 3: caratteristiche dei vari moduli
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Tabella 4: accelerazioni e decelerazioni nei vari moduli
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Tra i risultati più rilevanti si nota che:

  • Nel 4-3-3 gli attaccanti fanno il 49 % di accelerazioni in più rispetto agli attaccanti del 4-2-3-1
  • Il 3-5-2 è il modulo più dispendioso nella TD, HSR e HMLD
  • Il 4-2-3-1 è il modulo che richiede maggiori accelerazioni e decelerazioni
  • Gli attaccanti di un 3-5-2 percorrono il 45 % di distanza in più in HSR rispetto agli attaccanti di un 4-2-3-1

Osservando questi dati si capisce ancora una volta come le richieste fisiologiche dei calciatori debbano essere allenate in modo personalizzato, tenendo conto delle diverse variabili (modulo, posizione, struttura fisica ecc.).

Ipotesi di modello prestativo

Dopo aver considerato il riferimento dei parametri in base a diversi punti di vista, cerchiamo di impostare un modello prestativo generale ed il più esaustivo possibile, confrontando, dove possibile, la differenza dei valori tra i dilettanti ed i professionisti utilizzando i dati che ci fornisce la letteratura scientifica.

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Tabella 5: confronto dei modelli prestativi
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Tabella 6
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Tabella 7
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