L’allenamento mentale come parte integrante per la preparazione di un fighter
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L’allenamento mentale come parte integrante per la preparazione di un fighter

Negli sport di combattimento l'allenamento della mente è un aspetto fondamentale che va affrontato con l'aiuto della figura dello Psicologo dello Sport. Lo psicologo porterà l'atleta al livello ottimale grazie alle tecniche di mental training

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L’allenamento mentale come parte integrante per la preparazione di un fighter

Negli sport da combattimento la preparazione mentale richiesta è pari o superiore ad altre discipline sportive, in quanto è molto rilevante lo stato emotivo interiore dell’atleta che si accinge ad affrontare una gara di questo tipo.
Lo scontro diretto con l’avversario, il susseguirsi di rapide combinazioni in cui il tempo di reazione e di recupero è ristretto e la probabilità di dover combattere in situazioni di svantaggio, richiedono una mente consapevole, preparata ed allenata.

Gli atleti combattenti sono spinti da forti motivazioni, vanno alla ricerca di intense emozioni e desiderano sapere come gestirle e sfruttarle a proprio vantaggio soprattutto in combattimento. Generalmente, infatti, i fighters si allenano con meticolosità, intensità, calibrando perfettamente il volume, la durata e l’intensità del loro allenamento fisico, vivendo a stretto contatto con le forti emozioni che ne derivano.
Tuttavia la grande maggioranza di loro non riesce ad identificare con esattezza il proprio stato interno, e questo non consente loro di modulare lo stato emotivo in maniera adeguata, per incanalarlo in ambito positivo, al fine di migliorare le performance.

Chi arriva sul ring o su un tatami è un individuo selezionato dalle dure leggi della palestra, una personalità sportivamente (non patologicamente) aggressiva, fatta di coraggio e non di astiosità.

Per alcuni studiosi, l’atleta combattente esprime nelle sue doti di tenacia, pazienza, resistenza al dolore, l’esistenza di un nucleo psicologico fatto di insicurezza, inadeguatezza sociale, aggressività reattiva oppure insufficienza vitale.

L’esigenza di una pratica agonistica che richiede perseveranza, autocontrollo e dominio dell’aggressività, implica un elevatissimo livello delle abilità psicomotorie (reazioni pronte e veloci) e di schemi motori automatizzati ma suscettibili di adattamenti situazionali dettati dall’intelligenza.
Che le emozioni nello sport giochino un ruolo importante è un’idea molto diffusa. Nel senso comune, le emozioni entrano nello sport come distrattori, come antagonisti della concentrazione, come elementi di disturbo, oppure come indesiderabili intrusi. La preparazione psicologica dell'atleta è per molti versi necessaria quanto quella fisica, dal momento che il pieno utilizzo delle potenzialità atletiche è subordinato alla forma fisica.
Inoltre la sola preparazione fisica ci assicura l'atleta, mentre quella psicologica ci garantisce l'uomo, soprattutto in quei momenti in cui la pratica agonistica può rivelarsi fonte di disadattamento in personalità dal precario equilibrio psichico o in età adolescenziale.

A tale proposito è da ricordare che la competizione implica alti livelli di stress, caratterizzati da vissuti ansiogeni e frustranti, che possono essere tollerati soltanto attraverso un'adeguata preparazione psicologica che metta gli atleti nelle condizioni di fronteggiare le continue pressioni che l'attività agonistica comporta.
Ovviamente, va precisato che la preparazione psicologica non va richiesta né proposta come una soluzione magica capace di creare campioni o di far ottenere performances particolari. Essa va considerata come un mezzo importante da affiancare alla preparazione specifica, e i suoi risultati devono essere valutati realisticamente, esattamente come i tecnici non si attendono miracoli ma risultati obiettivi dagli allenamenti, in rapporto all'impegno con cui è stato svolto il lavoro.

La preparazione psicologica non ha come obiettivo il risultato, ma la creazione di condizioni psicologiche ideali che favoriscano l'ottenimento del risultato stesso contemporaneamente alla sua premessa fondamentale, che è appunto quella di poter contare su una personalità equilibrata nell'atleta e un clima psicologicamente favorevole: obiettivi raggiungibili soltanto dopo un lungo e meticoloso trattamento psicologico che niente deve lasciare all'improvvisazione ed alla genericità degli interventi.
Un tale contributo, all'interno di una società sportiva, può essere garantito solo dalla presenza dello psicologo dello sport, che rappresenta una grande opportunità per affrontare e risolvere problematiche inerenti la crescita e la gestione dell'atleta, sia allo scopo di potenziarne le possibilità psico-fisiche, rimuovendo quegli ostacoli d'origine psichica che interferiscono con l'espressione completa del potenziale atletico, sia indirizzando l'intervento formativo o terapeutico sulla personalità dell'atleta, sugli aspetti conflittuali presenti nei suoi processi motivazionali, affettivi, cognitivi e relazionali.
Allo stesso modo esso è in grado di operare anche sulle dinamiche che si propongono all'interno del gruppo d'allenamento, oppure in quei momenti che caratterizzano la carriera di ogni atleta come ad esempio: l'allenamento, la gara, il cambio di categoria, l'insuccesso, l'infortunio e l'abbandono.
Inoltre, lo psicologo dello sport si propone anche come un valido punto di riferimento per gli allenatori, che affianca e in alcune circostanze sostituisce nella gestione dell'atleta, in tutte quelle tematiche che vanno oltre la mera preparazione fisica, come la comunicazione e la relazione con gli allievi.

Il metodo che lo psicologo dello sport adotta nell'ambito della preparazione psicologica nel caso specifico dei lottatori è il Mental Training, quest’ultimo è un efficace insieme di strategie che intende aiutare gli atleti ad acquisire ed a mettere in pratica le abilità psico-fisiologiche utili al miglioramento delle prestazioni in allenamento e in gara (sull'argomento vedi anche Simone Bomba La preparazione psicologica come parte integrante dell'allenamento).

La preparazione mentale si avvale delle seguenti tecniche:

Psicodiagnistica
È mirata alla valutazione delle caratteristiche psicologiche generali e delle capacità cognitive dell'atleta. Lo scopo è quello di evidenziare o escludere la presenza di tratti o sintomi psicopatologici manifesti o latenti e di fornire indicazioni circa le capacità visuo-immaginative, attentive e mnemoniche dell'atleta
Goal setting (o formazione degli obiettivi)
È uno dei punti chiave della preparazione mentale in ambito sportivo in quanto comprendere bene che cosa si vuole ottenere, in quanto tempo e con quale strategia accresce notevolmente le possibilità di avere successo e permette alla persona di avere un quadro ben preciso di quello che potrebbe essere anche solo un suo desiderio, ma che deve diventare un progetto con determinate caratteristiche: allora il desiderio si trasforma in realtà. Gli atleti che credono in loro stessi e nella loro capacità di far fronte alle avversità hanno maggiori probabilità di riuscita rispetto agli atleti che talvolta o spesso dubitano del loro valore e delle loro potenzialità
Training Propriocettivo e Rilassamento
L'obiettivo del training propriocettivo è quello di portare l'individuo ad apprendere ed affinare gradualmente le capacità di autopercezione, autoispezione e raggiungere una migliore consapevolezza corporea come prerequisiti al training di rilassamento psicofisico vero e proprio
Allenamento Ideomotorio e Visualizzazione
Alla base dell'allenamento ideomotorio, vi è l'abilità di visualizzazione, che può essere definita la rappresentazione immaginativa del programma e delle singole sequenze motorie da eseguire nei diversi momenti della gara, ciò che si è allenato sul tatami come una tecnica di proiezioni o sul ring una combinazione di calci e pugni, attraverso l’allenamento ideomotorio tale gesto può essere immaginato ed eseguito in tempi brevissimi durante il match
Concentrazione e Attenzione
allenare la concentrazione significa controllare i processi motori di pensiero, dirigere e mantenere l'attenzione su di un compito per una corretta esecuzione. L'affinamento e la gestione volontaria della capacità di concentrazione vengono sviluppate attraverso il training propriocettivo e le procedure di rilassamento, andando così a costituire un insieme di abilità sinergiche ed interconnesse e rappresentando le condizioni necessarie per la buona riuscita delle successive fasi di visualizzazione e ripetizione ideomotoria

In gara l'atleta deve essere in grado di: identificare le aree di tensione muscolare e rendere più regolare la respirazione; crearsi un veloce luogo mentale tranquillo, una immagine distesa che lo riporti gradualmente alla tranquillità durante situazioni problematiche; se l'atleta non è ansioso ma è annoiato o demotivato, dovrà adottare pensieri positivi e cercare di capire cosa lo disturba o lo distrae in quel momento. Tutti questi aspetti possono essere “sentiti” direttamente dal lottatore. Infine è importante sottolineare che per un buon successo atletico, la preparazione agonistica deve essere senza dubbio sostenuta anche da una buona preparazione mentale.

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