Educazione e strategie per la prevenzione dell’obesità infantile
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Educazione e strategie per la prevenzione dell’obesità infantile

Tra le raccomandazioni primarie per la prevenzione all’obesità infantile vi è l’attività fisica. La regolare pratica di esercizio fisico durante l’età evolutiva produce una serie di effetti positivi sulla salute, oltre a quelli sul peso e sulla massa adiposa.

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Educazione e strategie per la prevenzione dell’obesità infantile

Stili di vita

Raccomandazione per la prevenzione dell’obesità: normalizzare il BMI prima della gravidanza; non fumare; eseguire attività fisica moderata; in presenza di diabete gestazionale, effettuare controlli glicemici meticolosi; periodo post-partum e infanzia; allattamento al seno per almeno 3 mesi; disporre l’introduzione di cibi solidi e bevande zuccherate; abitudini familiari; consumare pasti in luoghi e in tempi regolari; non saltare i pasti, soprattutto la colazione; non guardare la tv durante i pasti; usare piatti piccoli; evitare cibi dolci o grassi e bevande dolci; eliminare la tv dalla camera da letto dei bambini; ridurre il tempo di visione della tv e di utilizzo dei video-games; evitare distributori con caramelle, cioccolatini e merende; revisionare i contenuti dei distributori automatici per scelte più salutari; installare distributori di acqua; educare gli insegnanti, soprattutto quelli di educazione fisica e scienze, alle basi di nutrizione e agli effetti benefici dell’attività fisica.

Educare i bambini a uno stile di vita adeguato e a un’alimentazione regolare sin dai primi anni di scuola. Stabilire un tempo minimo di attività fisica, compresi 30-45 minuti di esercizio intenso, almeno 2-3 volte alla settimana. Incoraggiare le passeggiate per andare a scuola piuttosto che lo scuolabus. Comunità. Incrementare gli esercizi/giochi semplici per bambini di ogni età. Scoraggiare l’utilizzo di ascensori e altri mezzi di trasporto. Fornire informazioni su come acquistare e preparare cibi sani F.

Istituzioni sanitarie. Spiegare il contributo biologico e genetico alla obesità. Fornire parametri di peso corporeo adeguati all’età nei bambini. Lavorare al fine di classificare l’obesità come una malattia per promuovere il riconoscimento e il rimborso delle cure, e la volontà e l’abilità di provvedere al trattamento G. Industria. Proporre prodotti alimentari adeguati all’età pediatrica (ad esempio cibi consentiti/cibi non consentiti, con le relative porzioni). Incoraggiare la vendita di video-games interattivi in cui i bambini fanno esercizi fisici a scopo ludico. Utilizzare personaggi famosi e pubblicità dirette ai bambini per promuovere cibi salutari, promuovere la prima colazione e pasti regolari.

Ministero della Salute. Classificare l’obesità come una reale patologia. Trovare nuove strategie per finanziare programmi mirati a realizzare uno stile di vita salutare, ad esempio con fondi provenienti da tasse su cibi/bevande. Sovvenzionare programmi sponsorizzati dal governo per promuovere il consumo di frutta e verdura fresche. Fornire incentivi per l’industria per ricercare altri prodotti salutari ed educare al loro consumo. Fornire incentivi per le scuole che promuovono programmi di attività fisica innovativi e di educazione alimentare.

Consentire la detrazione dalle tasse dei costi per i programmi di calo ponderale e di attività fisica. Destinare fondi per un piano regolatore che preveda la costruzione di piste ciclabili, percorsi per jogging e passeggiate. Proibire pubblicità di fast foods dirette ai bambini di età prescolare, e ridurre la pubblicità diretta ai bambini di età scolare.

INTERVENTI DI TRATTAMENTO DI BASE: CAMBIAMENTO DELLO STILE DI VITA

Raccomandazioni alimentari: eliminare tutte le bevande zuccherate (compresi succhi di frutta), e sostituirli con acqua, bevande non caloriche e latte a basso contenuto di grassi b. Ridurre l’introito di calorie tanto da produrre un bilancio energetico medio negativo. Ridurre il consumo di grassi saturi, snacks salati e cibi ad alto contenuto glucidico, compresi dolci, pane bianco, riso bianco, pasta e patata d. Seguire una dieta bilanciata a base di vegetali, frutta, grano intero, fibre, carne magra, pesce e prodotti caseari a basso contenuto di grassi, raccomandazioni per l’esercizio fisico. L’esercizio dovrebbe essere divertente, età-specifico, adeguato alla capacità fisica del bambino e al suo livello di abilità. Coinvolgere ampi gruppi muscolari per aumentare la spesa energetica.

Aumentare progressivamente la frequenza, l’intensità e la durata dell’attività fisica. Limitare le abitudini di vita sedentarie (TV, videogames, internet). Il 9% circa della popolazione italiana è afflitto da obesità, un terzo è in sovrappeso. Obesità e sovrappeso sono fattori di rischio che possono essere rimossi adottando corretti stili di vita e portando, di conseguenza, ad una riduzione significativa dell'incidenza di patologie tra le più diffuse e gravi. Prevenire significa porre in atto tutta una serie di azioni finalizzate a eliminare o a ridurre al minimo il verificarsi di situazioni dannose, o comunque pericolose sia per le persone, che per gli animali e le cose. In campo sanitario, con prevenzione si intende l'insieme delle azioni volte al mantenimento o al miglioramento dello stato di salute, quindi volte ad anticipare l'insorgere di un determinato tipo di patologia, o a curarne gli effetti, o a limitarne i danni. Esistono infatti tre livelli di prevenzione:

  • Primaria: evita o contrasta l'insorgere di una patologia
  • Secondaria: è legata alla diagnosi precoce di una patologia nascente
  • Terziaria: cura e riduce i "danni" prodotti da una patologia, limitando le complicazioni.

Esempi di prevenzione ai vari livelli:

  • Prevenzione primaria: svolgere una sana e regolare attività fisica, abbinata a un'alimentazione equilibrata sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo
  • Prevenzione secondaria: cominciare a praticare attività fisica e ad avere un corretto regime alimentare, perché il peso corporeo è ormai troppo alto e si fa fatica a salire una rampa di scale o ad allacciarsi le scarpe
  • Prevenzione terziaria: praticare attività fisica perché prescritta dal medico, che ha riscontrato, ad esempio, un'ipertensione arteriosa. Quindi movimento come terapia "riabilitativa" e preventiva contro eventuali recidive.
  • Effetti e benefici dell’attività fisica

    L’aumento di massa grassa che si verifica nel corso degli anni può essere attenuato se i bambini mantengono un regolare livello di attività fisica. L’aumento dell’attività fisica è molto più efficace della sola restrizione calorica per il controllo a lungo termine della massa corporea.

    L’attività fisica produce una serie di effetti positivi sulla salute, oltre a quelli sul peso e sulla massa adiposa. La regolare pratica di esercizio fisico durante l’età evolutiva ha un effetto a lungo termine sullo stato di salute, ad esempio migliora la capacità cardio-respiratoria, migliora la sensibilità insulinica, riduce il rischio di tumori. Gli effetti dell’attività fisica sono sommatori in termini di dispendio energetico, indipendentemente dal fatto che il consumo di energie si verifichi in una sola volta oppure come effetto complessivo, risultato di molte occasioni di esercizio fisico.

    Le attività aerobiche e di lunga durata e leggermente faticose, favoriscono la lipolisi, cioè il consumo della massa grassa, migliorano la funzionalità del cuore e dei vasi sanguigni. I benefici dell’attività fisica sono molteplici, eccone alcuni: A livello cardiovascolare - Migliora la funzionalità cardiaca: aumentano le cavità (atri e ventricoli), le pareti diventano più spesse e forti, quindi il cuore pompa più sangue ad ogni contrazione - Si riducono le resistenze dei vasi a livello periferico, con miglioramenti importanti sulla pressione sia diastolica che sistolica - Migliora lo scambio, il trasporto e l'utilizzo dell'ossigeno- Aiuta a prevenire patologie cardiovascolari, quali l'ipertensione arteriosa, l'ictus, la malattia coronarica, le cardiomiopatie. A livello muscoloscheletrico - Migliora la forza, il trofismo muscolare e la flessibilità - Migliora la coordinazione, l'equilibrio e si riduce il rischio di cadute - Migliora la percezione del sé - Ritarda l'insorgenza dell'osteoporosi e ne rallenta l'avanzamento. A livello del metabolismo e della composizione corporea - Aumenta la massa muscolare, parte metabolicamente attiva, e di conseguenza anche il dispendio energetico nelle 24 ore - Se combinata con una corretta alimentazione, l'attività fisica intacca le riserve adipose riducendole - Previene patologie metaboliche, quali il diabete mellito e la sindrome metabolica. “A livello psicologico - L'esercizio fisico garantisce benefici a livello emotivo, incrementando l'energia e rafforzando la prospettiva ottimistica della vita e l'immagine positiva di sé - Riduce i livelli di stress e di tensioni nervose - Favorisce e potenzia il riposo notturno.

    Muoversi quotidianamente produce effetti positivi sulla salute fisica e psichica della persona. Gli studi scientifici che ne confermano gli effetti benefici sono ormai innumerevoli e mettono in luce che l'attività fisica:

    • previene l'ipercolesterolemia e l'ipertensione e riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo
    • diminuisce il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori, come quelli del colon e del seno
    • riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e altre malattie cardiache
    • previene e riduce l'osteoporosi e il rischio di fratture, ma anche i disturbi muscolo-scheletrici (per esempio il mal di schiena)
    • riduce i sintomi di ansia, stress e depressione
    • previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l'uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti e favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell'autostima, dell'autonomia e facilità la gestione dell'ansia e delle situazioni stressanti
    • produce dispendio energetico e la diminuzione del rischio di obesità.1

    Scelte dell’attività fisica in un bambino obeso

    L’attività fisica ha rapporti con l’efficienza fisica, con lo stile di vita e il benessere. Lo stile di vita attivo o l’abitudine al movimento costituisce l’obiettivo fondamentale di ciascun professionista che operi nel campo della salute. La necessità di compiere del movimento ogni giorno si colloca nella logica dello stile di vita attivo in quanto dosi quotidiane di attività fisiche che variano in funzione dell’età, possono garantire discrete funzionalità cardiocircolatorie, respiratorie, con effetti positivi a livello psicologico, posturale, muscoloscheletrico, di composizione corporea.

    Lo stile di vita attivo si avvale delle attività destrutturate e strutturate. Le attività destrutturate e spontanee, possono essere definite come movimenti il cui svolgimento non è supervisionato da professionisti delle scienze motorie, ad esempio: tempo di ricreazione con movimento a scuola, l’uso di biciclette, iniziative di pratiche sportive amatoriali, favorire il gioco di strada in ambienti urbani. Le attività strutturate si intendono tutte quelle forme di movimento gestite dai professionisti di scienze motorie, come il tiro nel gioco calcio o la schiacciata nella pallavolo. Lo stile di vita attivo ha la finalità di contrastare l’ipocinesia che caratterizza la vita.

    L’efficienza fisica si suddivide in efficienza fisica per la salute e efficienza fisica per la prestazione. Questa distinzione ha permesso di evidenziare l’importanza della prima nei confronti della seconda; infatti ciò di cui la persona necessita per essere fisicamente a posto non è la forza del sollevatore di pesi, ma un sistema cardiovascolare ben funzionante, una percentuale ottimale di grasso corporeo, una forza e resistenza muscolare e una sufficiente flessibilità articolare che consenta l’esecuzione di ampi movimenti. La seconda è costituita dalle seguenti componenti: l’agilità, la velocità, la coordinazione, la potenza e l’equilibrio.

    Il concetto di efficienza fisica ha portato all’idea di benessere (wellness) che possiamo definire come vivere bene. La salute consiste delle seguenti componenti: fisica, mentale, sociale, emozionale e spirituale. Uno stato ideale di benessere è quello nel quale una delle dimensioni della salute non è enfatizzata a spese delle altre. Nessuno dei componenti del benessere funziona isolatamente, c’è una forte interazione tra di loro.

    Le attività fisiche da scegliere sono quelle aerobiche che coinvolgono grosse masse muscolari, come il nuoto, il ciclismo, la camminata, perché consentono di modificare la composizione corporea, cioè ridurre la massa grassa e mantenere la massa magra. Parametri da considerare quando si svolge attività fisica: frequenza dell’attività fisica, intensità dell’attività fisica, durata dell’attività fisica.

    Per permettere una diminuzione della massa magra, l’attività fisica deve avere particolari caratteristiche di frequenza, intensità e durata. Per ottenere la riduzione del peso è importante la regolarità, almeno 3 giorni alla settimana dedicati all’attività fisica sembrano utili per vedere variazioni significative del peso. Un soggetto in sovrappeso e sedentario deve iniziare a fare attività motoria in modo progressivo, per evitare di sovraccaricare l’organismo; l’obiettivo deve essere quello di modificare lentamente le abitudini di vita. L’intensità dell’attività fisica può essere controllata attraverso la frequenza cardiaca.

    La frequenza cardiaca massima di un soggetto può essere calcolata attraverso la formula seguente: FC max = 220 – l’età. L’intensità migliore per sfruttare al massimo i lipidi (massa grassa) come fonte di energia, per i bambini obesi, è del 40-60% della FC max. A questa intensità si consumano grassi, si ha un lieve aumento della massa muscolare e inizia l’adattamento cardiovascolare. La durata delle sedute di attività fisica va da un minimo di 20 minuti consecutivi a salire. Si consiglia un dispendio energetico di almeno 300 kcal al giorno, che si ottiene con 30 minuti di corsa a velocità media, di bicicletta a velocità relativamente elevata, di nuoto, oppure 60 minuti di marcia.

    Per un corretto stile di vita, tutti i giorni il bambino dovrebbe cercare di aumentare le attività quotidiane ‘attive’ e ridurre quelle sedentarie, come guardare la tv e giocare al computer. Per avere effetti positivi sul fisico sono necessarie attività ricreative per 2-3 volte alla settimana, mentre per migliorare la flessibilità sono necessari esercizi aerobici e sport di gruppo 3-4 volte alla settimana.

    L’esercizio fisico praticato con continuità e in modo programmato, oltre alla perdita di peso, apporta nel tempo degli adattamenti fisiologici molto importanti nel bambino obeso. Gli adattamenti più immediati sono quelli a carico dell’apparato locomotore, come l’aumento del tono e della massa muscolare e dei tendini. E si ha anche un adattamento a livello osseo, come maggior resistenza delle ossa alle sollecitazioni e riduzione del rischio di fratture. Adattamenti a lungo termine, ma di fondamentale importanza, si verificano a carico dell’apparato circolatorio e respiratorio.

    Da un punto di vista condizionale, vi è una riduzione delle prestazioni motorie dei bambini obesi rispetto ai normopeso, nella forza rapida, velocità, resistenza, mobilità articolare. Perché la maggiore massa corporea limita lo spostamento del corpo, e sono limitati in tutti i compiti in cui c’è lo spostamento verticale o orizzontale del corpo, hanno prestazioni motorie inferiori rispetto ai normopeso. Quindi nelle attività non si deve far gareggiare insieme normopeso e sovrappeso/obeso. Ma bisogna adattare, modificare le attrezzature, far gareggiare normopeso con normopeso o percorsi adattati, percorsi paralleli.

    Resistenza inferiore, nel 6WT il normopeso non completa molto spesso i 6 minuti, l’obeso non comincia nemmeno. Dopo 30 secondi si ferma già stanco: incide non tanto l’aspetto energetico- metabolico quanto l’aspetto cognitivo, emotivo, si stanca solo al pensiero di camminare per 6 minuti. Per cui bisogna trovare delle modalità per divertirlo, ruolo emotivo delle emozioni per valorizzare il successo personale, serve il ruolo delle emozioni che li motivi al successo. La mobilità articolare degli obesi è inferiore rispetto ai normopeso.

    In alcuni casi è superiore, ma soltanto perché c’è lassità legamentosa. Vanno incontro molto spesso a lussazioni, per il peso del corpo eccessivo, con la distorsione, il peso del corpo ha gravato tanto, i legamenti cedono per la lassità legamentosa perché non c’è stato esercizio ed effettivamente il peso del corpo diventa un limite, invalidante. Camminano in maniera molto goffa perché ha le cosce molto larghe, non spingono, non c’è la mobilità tibio-tarsica, sollevano la gamba e l’appoggiano; corrono a gambata a piede poggiato interamente per terra.

    Un’andatura di questo tipo limita in molti esercizi e con vari attrezzi (funicella, cerchi, over). Predisporre adattamenti, come gli over e gli ostacoli da 50 cm o quelli graduati. Non inserire tunnel nei percorsi, è molto pericoloso, perché l’immagine mentale genera paura, terrore, timore di non farcela, timore di rimanere ingabbiato, chiuso sotto un tunnel.

    Da un punto di vista coordinativo le cose non migliorano. I bambini obesi hanno la capacità di combinazione motoria, di trasformazione motoria, di equilibrio e nel complesso tutti i fattori coordinativi, inferiori rispetto ai normopeso; anche se si è dimostrato che l’esercizio fisico e l’attività fisica adattata di un bambino obeso (scuole elementari/medie) può superare alcune difficoltà rispetto al normopeso sedentario. Quindi in alcuni casi i bambini obesi che hanno fatto attività fisica sono più coordinati rispetto ai bambini e ai ragazzi normopeso sedentari.

    Il motivo è il seguente: il legame tra gli schemi motori, tra gli schemi posturali sono sacrificati e vi è la difficoltà di applicare alcune varianti esecutive (soprattutto in quelle di sotto/sopra, correre tra, esterno/interno, ecc.). Nella capacità di forza rapida il bambino obeso supera il normopeso, perché non c’è lo spostamento del corpo (esempio: lancio palla medica più lontano rispetto ai normopeso).

    Solo in queste attività; in tutte le altre attività, in cui prevale lo spostamento del corpo in orizzontale o in verticale, il normopeso ha delle prestazioni migliori rispetto all’obeso. Vi è un risvolto emotivo: autoefficacia percepita (convinzione, consapevolezza di saper eseguire un compito motorio, che scaturisce dalla qualità delle informazioni ricevuto dall’adulto, genitore, insegnante, gruppo dei pari, rinforzo continuo, confronto con gli altri), enjoyment (divertimento legato al successo personale e alla mobilitazione dell’area motoria, cognitiva, emotivo/sociale, maggiore quando si riescono a mobilitare queste aree), body image (immagine del corpo o parti di esso, in condizioni statiche o dinamiche, di come si vedono).

    Sono in rapporto circolare perché l’immagine del corpo genera l’autoefficacia percepita (pre-anticipano l’esecuzione del compito motorio e si deprimono per il sicuro insuccesso e questo porta ad un declino dell’autoefficacia percepita). Per cui i compiti motori devono sostenere innanzitutto l’autoefficacia percepita per poter alimentare la body image. Hanno un’immagine del corpo dilatata, espansa e in alcuni casi scalfita, deteriorata, incrinata.

    Quindi bisogna proporre compiti che non li facciano immaginare tanto “larghi”, compiti che non mettano in risalto negativamente la loro body image, quindi l’immagine del corpo va ristrutturata attraverso l’esperienza motoria, attraverso esercizi adattati; e queste esperienze motorie positive contribuiscono a ristrutturare l’autoefficacia percepita. Alcune esemplificazioni di esercizi pratici: la proposta di compiti motori, inizialmente semplici, serve a sperimentare il loro repertorio motorio e l’alfabeto del movimento molto ridotto, repertorio di varianti esecutive molto ridotto. Difficoltà nell’eseguire salti in basso, per paura, salti con la funicella, solo a piedi pari uniti, massimo 3 e poi si stancano perché c’è lo spostamento verticale del corpo, paura di inciampare, cadere, di farsi male e legano l’esperienza negativa, strisciare dentro, superare gli over a skip. In questo modo perdono le varianti, si riduce il loro repertorio.

    Su tutto questo quadro incidono, inoltre, le differenze di genere: le bambine sono più impacciate dei bambini, più goffe, hanno un’immagine di sé, del corpo (body image) più alterata dei maschi; l’autoefficacia percepita è più bassa dei maschi obesi. Nei normopeso anche le bambine e ragazzine hanno un’autoefficacia percepita inferiore, ma superiore rispetto a un bambino sovrappeso. Per mettere in moto l’autoefficacia percepita, bisogna misurarla prima, con dei questionari carta e matita.

    Per generare adattamenti ulteriori servirebbe andare a scuola a piedi, prevedere più periodi di attività fisica nella giornata (sia a scuola che al di fuori). E questo, soprattutto, mobilita le convinzioni di efficacia personale, perché chi fa più spesso attività fisica ha più probabilità di svolgere compiti di successo che sostanziano molta efficacia percepita (fare un’ora di educazione fisica a settimana e in quell’ora, si fanno pure cose sbagliate, la traccia dell’esperienza motoria lasciata è negativa, il ricordo dell’esperienza motoria non ha irrobustito l’immagine del corpo e la lezione successiva si ha meno probabilità di farla).

    Autoefficacia e divertimento sono mediatori dell’attività fisica, mediano lo sviluppo motorio, forza, coordinazione, abilità. Per un bambino obeso, fare attività fisica e confrontarsi con i coetanei normopesi può essere, a volte, frustrante in quanto si può sentire impacciato. Inoltre, se viene deriso dai coetanei, tende ad isolarsi perché si sente inefficiente. Il bambino deve avere la possibilità di fare il maggior numero di esperienze motorie per sviluppare sia le capacità motorie, sociali, di relazione con i coetanei, sia intellettive. L’acquisizione di uno stile di vita più attivo durante l’infanzia può indurre a un cambiamento durevole delle abitudini di vita, che permettono un migliore controllo del peso corporeo. È fondamentale puntare sullo sviluppo delle capacità motorie di base e dei diversi tipi di coordinazione, consolidare gli schemi motori, tenendo presente che fino a questo momento non si evidenziano grandi differenze tra i due sessi.

    Ciò è possibile facendo giochi liberi e strutturati suggeriti da un adulto. Il miglioramento delle capacità coordinative e della flessibilità, che può ottenere in questo periodo della vita, è fondamentale per un corretto sviluppo futuro. Il bambino imparerà a gestire situazioni ambientali diverse nel modo più corretto e a relazionarsi con i coetanei. È necessario che il bambino scelga attività ludiche che li consentano di manifestare la propria corporeità e creatività. L’esercizio fisico deve essere divertente e gratificante, evitando una “medicalizzazione” delle attività motorie. Il gioco spontaneo (tipico dell’infanzia) viene integrato dal gioco strutturato suggerito da un adulto, che lentamente deve inserire nuove difficoltà.

    Questo tipo di attività ha l’obiettivo di spronare ad affrontare nuovi problemi e trovare nuovi soluzioni alle esperienze che ha effettuato. Poi, nel periodo dello sviluppo puberale, i cambiamenti coincidono con l’apprendimento motorio e l’acquisizione di tutti i processi tecnico-motori. Il bambino, così, inizia ad avere una crescente disponibilità ad apprendere tecniche che richiedono coraggio; si verifica un incremento della forza rapida e si osserva un aumento delle prestazioni di resistenza.

    La percezione corporea, il controllo dei movimenti, la capacità di osservazione e imitazione a prima vista migliorano sensibilmente. In pratica, è il gioco, in tutte le sue forme, essenziale per il completo sviluppo psicosociale del bambino. Il gioco riveste un ruolo espressivo con cui il bambino comunica, si rapporta con l’ambiente che lo circonda e manifesta le sue paure e i suoi dubbi.

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