L’Attività Fisica Adattata nella sclerosi multipla
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L’Attività Fisica Adattata nella sclerosi multipla

Panoramica sull’Attività Fisica Adattata e sui test e questionari maggiormente utilizzati nella sclerosi multipla.

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L’Attività Fisica Adattata nella sclerosi multipla

Per Attività Fisica Adattata s’intendono tutti i programmi di esercizio fisico non sanitari creati per soggetti fragili con specifiche necessità perché disabili, malati o anziani. Questo termine fu introdotto nel 1973, anno di fondazione della Federazione Internazionale Attività Fisica Adattata. I protocolli sono creati per persone con malattie croniche in situazione di stabilità e hanno come scopo principale quello di modificare lo stile di vita per mantenere e migliorare lo stato di salute e per prevenire eventuali peggioramenti legati alla sedentarietà.

L’AFA non è un’attività sanitaria, non va confusa con la fisioterapia e la riabilitazione, è un programma di esercizio fisico, svolto in gruppo. Le finalità di questi programmi prevedono il miglioramento della fitness generale, il potenziamento dell’apparato osteo-mio-articolare, la riduzione dei fattori di rischio, la prevenzione dell’osteoporosi e di altre malattie, la prevenzione delle complicanze derivanti dall’immobilità e dal decondizionamento, la diminuzione dell’affaticabilità, il mantenimento dei benefici della riabilitazione, l’aumento della socializzazione e del senso di abilitazione e la diminuzione dei disturbi comportamentali come ansia e depressione. I progetti AFA mirando alla modificazione degli stili di vita per il benessere e la salute sono finalizzati alla prevenzione secondaria e terziaria della disabilità.

In seguito ad un incidente acuto o ad una diagnosi di malattia cronica, dopo il periodo di riabilitazione e di stabilizzazione del soggetto, la menomazione che rimane causa sedentarietà che a sua volta crea altre limitazioni funzionali. Queste a loro volta riducono ulteriormente l’attività motoria e la partecipazione sociale. Il circolo vizioso, che si viene cosi ad innescarsi, si può interrompere in modo efficacie attraverso programmi di attività motoria di gruppo. In patologie neurologiche come il Parkinson e la Sclerosi Multipla o dopo esiti cronici d’ictus i progetti AFA sono un’ottima strategia d’intervento al fine di contrastare gli effetti della sedentarietà rappresentando un logico e fisiologico proseguimento alla riabilitazione ospedaliera.

Gli studi sull’attività fisica

Nel passato si sconsigliava l’attività fisica alle persone con Sclerosi Multipla, tanto più se intensa o di carattere sportivo. Oggi però la letteratura scientifica è ricca di lavori che confermano i benefici dell’esercizio fisico e dello sport sulla salute di questi pazienti. Un protocollo AFA può contrastare molte complicanze della Sclerosi Multipla1, come prevenire gli aggravamenti dell’immobilità e il decondizionamento migliorando la forza, l’endurance e la flessibilità, diminuendo la sensazione di fatica, aumentando la capacità polmonare e migliorando la forza dei muscoli respiratori, migliorando la percezione corporea, prevenendo le complicanze vascolari e il diabete2, aumentando il controllo emotivo e il tono dell’umore, incrementando l’autostima e la partecipazione sociale.

Però, nonostante i notevoli benefici, è stato costatato che la maggior parte di soggetti con la Sclerosi Multipla sono fisicamente inattivi e che il loro livello di attività fisica sembra essere dipendete dalla gravità della sintomatologia motoria e dalla percezione personale di auto efficacia3-4. Grazie alla partecipazione ad attività AFA la qualità di vita e gli aspetti psico-sociali ad essa correlati possono essere significativamente migliorati con la riduzione dei sintomi e l’incremento delle capacità funzionali5.

Sia Petajan nel 1996 sia Mostert, otto anni dopo, hanno confermato che, grazie all’allenamento aerobico, i soggetti con Sclerosi Multipla hanno migliorato la loro forma fisica, l’interazione sociale, il comportamento emotivo e le ADL andando ad accrescere la loro qualità di vita. Rietberg et al. nel 2005 hanno evidenziato un forte impatto della terapia abbinata ad esercitazioni di potenza muscolare e mobilità rispetto alla sola somministrazione farmacologica.6

L’allenamento di forza induce miglioramenti in termini di forza, resistenza muscolare e controllo posturale. Inoltre, si sono registrati miglioramenti nella deambulazione dopo la partecipazione a studi sperimentali che proponevano esercizi di forza e di resistenza aerobica7 o esercitazioni di equilibrio abbinati a protocolli di esercizio aerobico com’è descritto da Motl nel 2012. Per quanto riguarda la percezione di fatica, diversi studi hanno evidenziato una diminuzione del sintomo dopo un protocollo di lavoro di otto settimane rispetto a uno di quattro settimane con un incremento maggiore nei programmi di forza resistente rispetto ad altri.

Nello studio di Stroud e Minahan nel 2009, con la partecipazione costante a uno programma di attività fisica, si sono evidenziati livelli inferiori di depressione rispetto al gruppo di controllo sedentario. Dallo studio di Giacobbi et Al., che comprendeva come soggetti esclusivamente donne con Sclerosi Multipla, è emerso che l’allenamento progressivo di forza aumenta la qualità di vita e le ADL grazie al miglioramento della forza muscolare e della resistenza nel cammino. Nel 2007 è stato dimostrato che anche solo un’ora di attività fisica a settimana ha effetti positivi sulla fatica e sulla qualità di vita dei soggetti con Sclerosi Multipla.

Test e questionari di valutazione

Viene presentato ora un elenco degli strumenti più utilizzati nella valutazione delle capacità motorie e funzionali in soggetti affetti da Sclerosi Multipla. Questi test sono stati validati e introdotti nel Rehabilitation Measures Database.

  • 10-meter walk test e 500-m walk test per il calcolo della velocità e dell’ampiezza della camminata, si calcola il tempo e il numero di passi che s’impiegano per percorrere dieci metri.
  • 12-item MS Walking Scale (MSWS-12), è una scala con totale di 100 punti, con punteggio da 0 a 100 (minimo 0-25, lieve 26-50, moderata 51-75, grave 76-100) per la misura delle limitazioni di mobilità autoriferite, per valutare la capacità di camminare.
  • 2 Minute Walk Test è una prova molto breve che analizza la capacità aerobica, la mobilità articolare e il passo.
  • 6 Minute Walk Test è un test del cammino (6MWT), per la tolleranza dell’esercizio, misura la distanza percorsa in sei minuti.8
  • Activities-specific Balance Confidence Scale (ABC scale), misura la confidenza nel proprio equilibrio, è costituita da 16 items.
  • Berg Balance Scale (BBS) misura l’equilibrio in piedi statico.
  • Medical Outcomes Study 36-Item Short-Form Health Survey (SF-36), è un 36-item self-report usato per valutare la percezione dei partecipanti sulla qualità di vita.
  • Mini-Mental State Examination (MMSE), per la valutazione delle disfunzioni neurologiche e dello stato mentale, è composta da sette items con punteggio totale compreso tra 0 e 30 punti.
  • Timed Up and Go (TUG) per la funzione muscolare e la mobilità articolare, si misura calcolando il tempo impiegato da una posizione seduta a salire in piedi, camminare in avanti di 3 metri, girare intorno ad un segnale e tornare seduto il più rapidamente possibile; è correlato a un aumentato rischio di cadute per gli anziani, per tempi maggiori di 13,5 secondi per completare il test.
  • Timed-25 foot walk, per la misura dell’andatura e della velocità di camminata, valuta la stabilità della malattia e la presenza di riacutizzazione, si misura il tempo impiegato per compiere 25 passi.
  • Inoltre vengono utilizzate queste scale che però non son presenti nel Rehabilitation Measures Database oppure non son state validate in modo specifico per la Sclerosi Multipla:
  • ACTIVLIM scale, per la misura della limitazione all’attività definita come la difficoltà che una persona potrebbe avere nello svolgimento dell’attività quotidiana.
  • Body mass index (BMI: peso/altezza2) o il rapporto anca vita, per la valutazione dei rischi per la salute associati con l'obesità.
  • Brief Atassia Rating Scale (BAR), per la valutazione dell’atassia.
  • Brief-BESTest, è una batteria clinica di test, sviluppati per identificare le alterazioni dei contesti sottostanti al controllo posturale, che possono contribuire allo scarso equilibrio funzionale negli adulti di qualsiasi età, è un esame di dieci minuti con sei compiti.
  • Exercise Self-Efficacy Scale (ESS), per la misura dell’autoefficacia.
  • Expanded Disability Status Scale (EDSS), per la valutazione della disabilità, va da 0 (condizione neurologica normale) a dieci punti (disordini neurologici gravi).
  • Fall-Efficacy Scale (FES), che misura l’autoefficacia in relazione alla caduta e misura il grado di fiducia nello svolgimento di dieci comuni attività quotidiane senza cadere, è suddivisa in due sottoscale (PADL=attività personali della vita quotidiana e IADL=attività strumentali della vita quotidiana).
  • Functional Reach test, che misura la distanza che un individuo può raggiungere con le proprie braccia inclinandosi in avanti rimanendo con gli arti inferiori tesi.
  • Godin Leisure-Time Exercise Questionnaire (GLTEQ), è un questionario composto di due parti, la prima è composta di tre parti che misurano la frequenza dell’esercizio lieve moderato e intenso per periodi superiori ai quindici minuti nelle attività del tempo libero durante la settimana; le frequenze settimanali vengono poi moltiplicate per gli equivalenti metabolici e infine sommati per formare una misura totale dell’attività di svago da 0 a 119.
  • Modified Ashworth Scale (MAS), per la valutazione della spasticità.
  • Modified Fatigue Impact Scale (IFM) o Fatigue Severity Scale (FSS), per la valutazione della fatica.
  • MS Impact Scale 29 (MSIS-29) per la misura della qualità di vita.
  • Multiple Sclerosis Impact Scale (MSIS), misura le conseguenze fisiche e psicologiche della malattia (0-25 malattia minima, 26-50 malattia lieve, 51-75 malattia moderata, 76-100 malattia grave).
  • Multiple Sclerosis Quality of Life-54 survey (MSQOL-54), è composto da 12 sottoscale e valuta la salute fisica e la salute mentale.
  • Paced Auditory Serial Addition Test (PASAT) misura la velocità di elaborazione delle informazioni, la capacità di calcolo, la capacità di suddividere l’attenzione e la memoria di lavoro, in cui vengono presentati una serie di numeri a una cifra a intervalli di tre secondi prima e di due secondi poi, viene dichiarata la somma di ogni coppia di numeri contigui.
  • Patient Determined Disease Steps (PDDS), per determinare lo stato della malattia, con punteggio da 0 a 8.
  • Physical Activity Disability Survey (PADS-R), per la misura dell’attività fisica nelle persone con malattie croniche e/o disabilità.
  • Single Leg Position, misura l’equilibrio statico su di una gamba, e misura per quanto tempo il soggetto rimane in equilibrio, si può svolgere ad occhi aperti o chiusi.
  • Social Influences on Physical Activity (SIPA), misura il sostegno sociale per lo svolgimento dell’attività fisica è una scala multidimensionale che comprende la misura del supporto sociale positivo e negativo.
  • Trail Making Test (TMT), è un test di velocità psicomotoria, di elaborazione e scansione visiva.
  • MSQOL-45
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