Analisi descrittiva di alcuni carboidrati: Glucuronolattone, Inulina, Maltodestrine, Palatinosio, Piruvato, Ribosio, Vitargo
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Analisi descrittiva di alcuni carboidrati: Glucuronolattone, Inulina, Maltodestrine, Palatinosio, Piruvato, Ribosio, Vitargo

I carboidrati, chiamati anche zuccheri, hanno numerose funzioni biologiche. In che modo possono essere utili nello sport e come si possono assumere? Analisi di Glucuronolattone, Inulina, Maltodestrine, Palatinosio, Piruvato, Ribosio, Vitargo

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Analisi descrittiva di alcuni carboidrati: Glucuronolattone, Inulina, Maltodestrine, Palatinosio, Piruvato, Ribosio, Vitargo

Glucuronolattone

Il glucuronolattone (detto anche acido lattone glucuronico) è un carboidrato prodotto dal metabolismo del glucosio nel fegato. È un'importante componente strutturale dei tessuti connettivi.

È presente nelle bevande energetiche comunemente conosciute come "energy drinks". Il glucuronolattone è presente per la sua presunta capacità di combattere la fatica e fornire un senso di benessere e concentrazione.

Questa sostanza sembra implicata nei processi di detossificazione epatici e viene utilizzato dal fegato proprio per favorire l’eliminazione di particolari sostanze tossiche che attraverso la glucoronazione vengono secrete con la bile.

Integrazione nello sport

Il glucoronolattone viene utilizzato in campo sportivo per la sua presunta azione psicostimolante che dovrebbe favorire l’attenzione e le capacità cognitive utili durante le prestazioni atletiche. Questa sostanza viene presa prima di una competizione generalmente in associazione con stimolanti come la caffeina oppure tramite gli energy drink. Di fatto nulla è dimostrato con certezza pertanto i possibili benefici sulle performance ottenibili dall’impiego del glucoronolattone sono ancora in discussione e per molti esperti sembrano soltanto montature pubblicitarie.

Dosaggio

500/1000 mg prima dell’attività sportiva.

Inulina

L'inulina è un polimero glucidico con peso molecolare minore dell'amido. È considerata una fibra solubile.

Questa sostanza aumenta l’assorbimento di calcio, ferro e magnesio e favorisce lo sviluppo dei batteri utili nell’intestino (azione prebiotica).

I risultati degli studi nell’animale e nell’uomo indicano che l’inulina sia in grado di ridurre i livelli ematici di colesterolo e di trigliceridi. Recenti ricerche indicano che l’inulina incrementa i livelli di acido butirrico nell’intestino crasso, ed è noto che questa sostanza ha azione protettiva contro le malattie infiammatorie e tumorali del colon.

L'inulina, è inserita abitualmente negli integratori per migliorare la digestione.

Integrazione nello sport

L’inulina viene inserita nei supplementi utilizzati come pasti sostitutivi o nei cosiddetti mass gainer (prodotti utilizzati dai body builder per aumentare di peso), per rallentare l’assorbimento delle sostanze contenute in essi e per favorirne la digestione ed il transito intestinale.

Questa sostanza non apporta particolari benefici agli atleti in termini di performance.

Dosaggio

2/3 gr al giorno per ogni pasto.

Maltodestrine

Le maltodestrine sono polimeri derivanti dal processo di idrolisi degli amidi. Tramite processi industriali è infatti possibile modificare i legami chimici che uniscono i polisaccaridi ottenendo carboidrati più o meno complessi.

Questi polimeri si presentano di lunghezza differente e con un diverso grado di ramificazione. La lunghezza ed il grado di ramificazione forniscono i parametri che ci permettono di identificare e classificare le maltodestrine in base alla loro destrosio-equivalenza (D.E.)

La destrosio-equivalenza (DE) dà al consumatore una stima della complessità delle varie maltodestrine. Sostanzialmente è una valutazione dell’IG attraverso una scala di misura differente. Questa scala può andare da un minimo di 4-6 a un massimo di 36-39. Più alto è questo valore, più corte sono le catene di polisaccaridi e quindi più veloci saranno le modalità di assorbimento ed utilizzazione. Una maltodestrina a DE elevato sostanzialmente è un carboidrato ad elevato IG (IG delle maltodestrine arriva fino a 110).

Questi polimeri a seconda della loro DE hanno una differente capacità di alzare la glicemia e favorire il rilascio di insulina. Una maltodestrina a basso DE si comporta come il fruttosio che possiede un basso IG.

Integrazione nello sport

Le maltodestrine vengono usate dagli atleti con finalità diverse a seconda della loro DE. Le maltodestrine ad elevato DE sono utilizzate come sostituto del glucosio da prendere durante gli allenamenti negli sport di endurance e ad impegno misto.

Oppure vengono assunte dopo l’allenamento negli sport di forza e dai body builder per accelerare il recupero e favorire la crescita muscolare sfruttando l’azione dell’insulina che viene rilasciata in seguito all’assunzione delle suddette maltodestrine.

Invece le maltodestrine a basso DE si possono trovare nei pasti sostitutivi oppure sempre negli integratori da utilizzare durante gli sport aerobici. Spesso in questi prodotti si trova un mix di maltodestrine a diverso DE per ottenere un prodotto con un contenuto di saccaridi con tempi di assorbimento vario più utili per mantenere costante la glicemia sotto sforzo.

Dosaggio

20/100 % dei carboidrati complessivi assunti durante l’allenamento di un mix di maltodestrine a DE vario negli sport di endurance quando la prova è di durata superiore ai 60 minuti per mantenere costante la glicemia durante lo sforzo fisico.

0,3/1 gr ogni kg di peso corporeo di maltodestrine ad elevato DE al posto del glucosio o in associazione ad esso dopo l’allenamento associati a proteine del siero del latte, amminoacidi ramificati e glutammina per favorire il recupero e la crescita muscolare.

Palatinosio

Il palatinosio o isomaltulosio è un disaccaride formato da glucosio e fruttosio come il saccarosio ma uniti da un legame α-1,6-glicosidico. Questo legame viene scisso più lentamente da parte del sistema digerente umano e pertanto il glucosio entra nel sangue in tempi maggiori rispetto all’utilizzo del saccarosio, stimolando così in misura minore il rilascio di insulina.

Il palatinosio è infatti un carboidrato a basso IG (circa 30). Per queste sue caratteristiche attualmente è studiato come alternativa al saccarosio per le persone che soffrono di sindrome metabolica, diabete tipo 2 ed obesità.

L’isomaltulosio ha un IG simile al fruttosio però rispetto ad esso presenta il vantaggio che sembra incidere meno sulla produzione epatica di trigliceridi e pertanto potrebbe essere più indicato del fruttosio come carboidrato a basso IG.

Integrazione nello sport

Il palatinosio viene utilizzato nei prodotti da prendere prima e durante gli allenamenti per gli sport di endurance. Il suo basso IG consente a questo saccaride di comportarsi in maniera simile al fruttosio con la differenza che più difficilmente viene convertito in trigliceridi nel fegato come invece sembra avvenire in parte per il fruttosio. Alcuni studi comparativi mostrano che utilizzando palatinosio al posto di saccaridi a IG più elevato il corpo ossida meno carboidrati e più acidi grassi risparmiando così le riserve glucidiche.

Questo saccaride viene inserito anche nei pasti sostitutivi e nei mass gainer per aumentare l’apporto calorico tenendo però sotto controllo il rilascio di insulina, riducendo così il rischio di accumulare grasso in regimi alimentari ipercalorici utilizzati per l’aumento della massa muscolare.

Dosaggio

20/40 % dei carboidrati complessivi assunti durante lo sforzo fisico da usare al posto del fruttosio.

30/50 % dei carboidrati contenuti nel mass gainer.

Piruvato

Il piruvato è un prodotto intermedio del metabolismo dei carboidrati. Questa sostanza deriva dalla deprotonazione dell’acido piruvico che è un alfa-chetoacido di formula CH3-CO-COOH.

Nei sistemi biologici l’acido piruvico è presente totalmente come piruvato cioè nella sua forma anionica con il carbossile deprotonato. Nella cellula ricopre un ruolo di grandissima importanza in quanto è un metabolita centrale di collegamento tra le vie metaboliche di carboidrati, grassi e amminoacidi.

All'interno delle cellule questo zucchero a tre atomi di carbonio viene convertito in AcetilCoa, che in presenza di ossigeno entra nel ciclo di Krebs (nei mitocondri).

In condizioni di anaerobiosi (carenza di O2) il piruvato viene invece trasformato in acido lattico per generare NAD+ dal NADH necessario per i processi di produzione di energia, tuttavia se prodotto in eccesso, l’acido lattico si accumula ed altera il pH cellulare, riducendo le capacità di performance sportiva.

Il piruvato viene utilizzato anche per produrre alanina, e da essa altri amminoacidi, oppure se arriva al fegato attraverso la gluconeogenesi può produrre altro glucosio.

Integratori a base di piruvato sono in commercio come prodotti coadiuvanti il dimagrimento, ma i risultati ottenuti dagli studi scientifici su possibili variazioni della composizione corporea in seguito all’utilizzo di questa sostanza sono al quanto contradditori e quelli dove si è visto un effetto positivo particolarmente significativo in questo senso hanno utilizzato dosaggi decisamente elevati. Inoltre la capacità del piruvato nel favorire il dimagrimento sembra reale solo in caso di persone sedentarie e non abituate all’attività sportiva, invece nei soggetti che fanno sport non sono stati riscontrati particolari benefici da questi supplementi.

Integrazione nello sport

Il piruvato migliora il trasporto del glucosio nel muscolo e viene utilizzato dagli atleti di endurance per migliorare le proprie performance. Tuttavia gli studi condotti sino ad ora sembrano confermare questo effetto solo in caso di persone non allenate, mentre gli atleti non ottengono particolari benefici probabilmente perché già in grado di sfruttare al meglio le proprie riserve glucidiche.

Dosaggio

5/20 gr al giorno per favorire il dimagrimento, questo effetto è però riscontrato solo nei soggetti non abituati all’attività fisica.

Ribosio

Il ribosio è un saccaride aldeidico pentoso contenuto in ogni cellula e fa parte di strutture complesse quali gli acidi nucleici (RNA e DNA) e l'adenosintrifosfato (ATP) molecola utilizzata dal corpo per produrre energia.

Per costituire le suddette molecole complesse il ribosio si lega ad una base azotata attraverso un legame betaglicosidico, che si forma per perdita di una molecola di acqua tra il carbonio 1 e il gruppo amminico libero della base azotata (si forma così un nucleoside, che avrà nomi diversi a seconda della base azotata legata). Inoltre forma un legame esterefosforico con l'ossigeno di un residuo di acido fosforico e il suo carbonio 5 o 3.

La ricerca mostra che il ribosio può contribuire alla ripresa del muscolo cardiaco dopo un infarto, e può migliorare il flusso di sangue al cuore a persone colpite da ischemia, cardiomiopatie e angina. La supplementazione con ribosio è stata utilizzata per sostenere la funzionalità cardiaca in seguito ad eventi ischemici e operazioni di cardiochirurgia. Inoltre ricerche preliminari indicano che il ribosio può anche contribuire a promuovere il recupero in quelli con malattie caratterizzate da deplezione di ATP, come il morbo di Huntington (HD) e la fibromialgia.

Integrazione nello sport

Nonostante il ribosio sembri in grado di aumentare le riserve di ATP, gli studi condotti sino ad ora mostrano che la supplementazione di questo saccaride non è in grado di migliorare la performance fisica. Diversi studi hanno utilizzato protocolli di supplementazione differenti di ribosio e valutato la performance in test fisici vari che misuravano forza, recupero, valori ematici di differenti metaboliti, capacità anaerobiche ed aerobiche in genere ed in nessun caso è stato visto un qualche beneficio indotto dall’uso del ribosio.

Vitargo

Vitargo è il nome registrato di un esclusivo polisaccaride, studiato e brevettato presso il Karolinska Institute di Stoccolma (Svezia). Il Vitargo, pertanto, si distingue dagli altri integratori energetici per un peso molecolare superiore e per una destrosio equivalenza inferiore. L’elevato peso molecolare è dato dal fatto che esso è un polimero di glucosio quindi è formato da numerose unità, però presentando un elevato grado di ramificazioni consente un rapido assorbimento del glucosio stesso mostrando pertanto un elevato IG.

Secondo l’azienda detentrice del brevetto Vitargo presenta i seguenti vantaggi rispetto ai carboidrati tradizionali:

  • rimane nello stomaco per breve tempo così da non causare gonfiore e sensazione di pienezza, molto fastidiosa durante l’attività fisica;
  • non sottrae acqua al corpo per essere digerito, ma aumenta l’idratazione;
  • permette un rapido assorbimento di glucosio garantendone un veloce rifornimento muscolare.

pur non esistendo dati specifici, i valori di glucosio ed insulina registrati dopo assunzione di Vitargo, lasciano supporre un indice glicemico pari a circa 137 superiore pertanto anche alle maltodestrine a basso DE. Il motivo per il quale nonostante sia un polimero, esso ha un IG così alto che è dovuto alla struttura del Vitargo, più ramificata rispetto a quella delle maltodestrine, il che facilita l'azione delle amilasi digestive che possono agire su un maggior numero di siti di legame.

Integrazione nello sport

Il Vitargo è utilizzato sempre di più da parte degli sportivi di ogni tipo. Le sue caratteristiche hanno alimentato un grande entusiasmo nei confronti del Vitargo come saccaride ideale per il ripristino delle riserve muscolari ed epatiche di glicogeno dopo un intenso sforzo fisico e per il mantenimento di un adeguato apporto glucidico durante l’attività sportiva di endurance. I primi a beneficiare di questa interessante proprietà sono pertanto gli atleti di endurance che impiegano il Vitargo durante l’attività, ma anche i culturisti possono sfruttare le proprietà del Vitargo per aumentare la massa muscolare utilizzando questo carboidrato dopo l’allenamento favorendo così recupero, riducendo il catabolismo proteico e migliorando l’assimilazione delle sostanze nutritive da parte delle cellule muscolari.

Tuttavia il costo del Vitargo, essendo coperto da brevetto, è nettamente superiore rispetto agli altri supplementi di carboidrati con caratteristiche simili come glucosio e maltodestrine.

Dosaggio

30/50 % dei carboidrati complessivi assunti durante l’allenamento negli sport di endurance quando la prova è di durata superiore ai 60 minuti.

0,3/1 gr ogni kg di peso corporeo dopo l’allenamento associati a proteine del siero del latte, amminoacidi ramificati e glutammina per favorire il recupero e la crescita muscolare.

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