Ipogonadismo
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Ipogonadismo

Diminuzione della libido, disfunzione erettile, riduzione della massa magra e aumento della grassa, diminuzione della densità minerale ossea, decremento della vitalità e depressione sono tutti sintomi di quello che è definito ipogonadismo.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Ipogonadismo

L’ipogonadismo primario è una condizione clinica caratterizzata dall’incapacità delle gonadi maschili, i testicoli, di produrre un livello fisiologico di testosterone e di spermatozoi. Essa presenta inoltre alte concentrazioni di LH (ormone luteinizzante che agisce sulle cellule di leydig) e di FSH (ormone follicolo-stimolante che agisce sulle cellule del Sertoli), ecco perché è anche nota come Ipogonadismo iper- gonadotropico.

L’ipogonadismo primario può originare da danni testicolari, tumori, infezioni, sviluppo di difetti genetici, esposizione a chemioterapia o a trattamenti che utilizzano radiazioni, o ancora abuso di alcool. L’ipogonadismo secondario è invece caratterizzato da un difetto su uno o più livelli sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.1

Il testosterone: funzione e regolazione

Il testosterone, in sinergia con gli altri androgeni, produce importanti effetti dal punto di vista biologico e fisiologico agendo su: mantenimento del tessuto riproduttivo, stimolazione spermatogenesi, stimolazione e mantenimento delle funzioni sessuali, aumento della massa magra, mantenimento della massa ossea, produzione di sebo e crescita di peli e capelli, stimolazione dell’eritropoiesi.

La produzione di testosterone ha origine dall’ipotalamo, dove viene secretoGnRH (gonadotropinrealisinghormon), il quale attiva nella porzione anteriore dell’ipofisi la produzione di LH ed FSH, che stimolano rispettivamente le cellule di Leydig e quelle del Sertoli nei testicoli. La produzione di testosterone non è costante nell’arco della giornata, essa infatti prevede circa sei momenti di produzione (più alta al mattino presto e più bassa nel tardo pomeriggio). Ogni giorno vengono secreti circa 7mg di testosterone (Il valore diminuisce con l’avanzare dell’età), di questi solo 1%-2% circolano liberi nel sangue, l’altro 98%-99% si lega all’albumina(40%-50%) ed alla globulina legante ormoni sessuali(50%-60%).2-3

Gli studi evidenziano una prevalenza di ipogonadismo in uomini dai 45 anni in su (39%), mentre in soggetti sopra gli 80 anni si rilevano bassi livelli di testosterone nel 50% dei casi, senza tuttavia riscontrare sintomi clinicamente rilevanti di ipogonadismo. Gli studi non evidenziano particolari differenze nella prevalenza di ipogonadismo tra razze e gruppi etnici diversi.4

Un altro aspetto che emerge dalla letteratura è che l’ipogonadismo è associato ad altri stati clinici comuni ai soggetti analizzati: obesità e sindrome metabolica, malattie cardiovascolari, diabete mellito, osteoporosi. Ciò che non è ancora chiaro è se i bassi livelli di testosterone siano conseguenza di queste malattie, se sia connesso alle cause della malattia oppure se sia la diretta causa di essa. Tuttavia è chiaro che l’intero tessuto vascolare, ovvero le pareti di vene ed arterie, contiene recettori per gli androgeni, quindi ci si aspetta che il livello di testosterone ne influenzi il sistema: bassi livelli si associano a dislipidemia, ipertensione, diabete mellito e obesità, (tutte condizioni che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari); mentre livelli fisiologici avrebbero effetti positivi sulla sensibilità insulinica, l’aumento di massa magra, BMI, distensibilità delle arterie, colesterolo e trigliceridi. Dagli studi emerge che l’obesità è causa di ipogonadismo, dal momento che l’enzima aromatasi contenuto nelle cellule adipose è responsabile della conversione di testosterone in estradiolo, con conseguente diminuzione dei livelli sierici. L’estradiolo inoltre produce effetti sul feedback negativo nell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, andando a ridurre ulteriormente i livelli di testosterone.

Complicazioni derivanti dalla cura di altre patologie

Analizziamo ora le complicazioni che insorgono nel curare altre malattie e che influenzano i livelli di testosterone. È noto come pazienti trattati con glucocorticoidi siano più esposti all’ipogonadismo, dal momento che tali farmaci interferiscono non solo con la produzione di testosterone nei testicoli, ma anche con l’intero asse HPG.

Sono quindi a rischio pazienti con artriti, infiammazioni della pelle, asma, malattie polmonari ostruttive. Uno studio su soggetti sopravvissuti al cancro dimostra che il trattamento prolungato con oppioidi (morfina, metadone) sopprime la produzione di GnRH da parte dell’ipotalamo.

Oltre all’impatto diretto che il cancro testicolare può avere sulla secrezione di testosterone, l’esposizione prolungata a radioterapia, a chemioterapia o l’utilizzo di corticosteroidi possono portare a ipogonadismo. I farmaci antimitotici utilizzati durante la chemioterapia possono indurre la disfunzione delle cellule di Leydig oltre che del tessuto germinale; inoltre l’asse HPG può subire danni causando un ipogonadismo secondario. In presenza di HIV i soggetti esaminati, sebbene più giovani della media, riportano anch’essi segni di ipogonadismo, causato da una serie di fattori, quali: atrofia dei testicoli causata da infezioni e distruzione dell’asse HPG derivante dalla malnutrizione e dall’utilizzo di farmaci retro virali.5

Sintomi di ipogonadismo e diagnosi

I sintomi associati all’ipogonadismo sono: diminuzione della libido, disfunzione erettile, riduzione della massa magra ed aumento della grassa, diminuzione della densità minerale ossea, decremento della vitalità e depressione. Al fine di fare una diagnosi più precisa è necessario avere uno di questi sintomi associata ad una diminuzione del livello di testosterone. Inoltre si procede alla diagnosi solo a seguito di un prelievo ematico fatto nelle prime ore del mattino: le diverse associazioni di andrologi fissano il limite minimo di testosterone totale tra 200 ng/dl e 300 ng/dl.6

Trattamenti: formulazioni di testosterone

Ci sono diverse opzioni per procedere alla terapia sostitutiva di testosterone in pazienti con ipogonadismo:

- Iniezioni intramuscolari: sono state valide per almeno 50 anni e rimangono il metodo più economico. Tuttavia dopo l’iniezione i livelli di testosterone superano quelli fisiologici per poi tornare gradualmente in condizioni normali; parallelamente a questo sbalzo alcuni pazienti mostrano variazioni del tessuto mammario, dell’umore, dell’attività sessuale, sensazione di affaticamento. Le iniezioni hanno una cadenza bi-settimanale o settimanale.

- Cerotti trans dermici: applicati prima di andare a letto, per favorire il ciclo circadiano, sulla parte superiore del corpo (avambracci, schiena, addome), anche se è dimostrato che a livello scrotale l’assorbimento è migliore (per via della scarsa aderenza e dell’esigenza di frequenti lavaggi risulta scomodo).

- Gel trans dermico: applicato su braccia o addome o spalle una volta al giorno. Tra i vantaggi la facilità di utilizzo, la scarsa incidenza di irritazioni al contrario dei cerotti, la flessibilità sul dosaggio. Si può rimediare al rischio di trasmissione tramite contatto (col partner o con bambini) lavandosi le mani dopo l’utilizzo oppure coprendo la zona dopo l’applicazione, specialmente se è soggetta a molti contatti nella vita di relazione.

- Compresse orosolubili: applicate alle gengive sopra i denti incisivi, in questo modo viene rilasciato testosterone lentamente, il quale viene assorbito attraverso la superficie della gengiva e della guancia by-passando il metabolismo epatico. La compressa va tenuta in bocca per 12 ore, quindi sono necessarie due compresse per il fabbisogno giornaliero. Sono stati rilevati alcuni casi di irritazione gengivale.

- Palline sottocutanee: tra i primi metodi efficaci per la regolazione del testosterone (1940). Sebbene poco utilizzate sono ancora molto valide. Vengono impiantate dalle 6 alle 10 palline sottopelle nel basso addome o nel gluteo, le quali hanno una durata di 4-6 mesi pur presentando l’inconveniente di dover essere rimosse alla fine.

- Testosterone in compresse o capsule orali: contengono testosterone in forma modificata 17 alfa-metil testo che ha un metabolismo rallentato nel fegato. Questa strategia viene poco utilizzata nel trattamento di ipogonadismo dati i suoi effetti epatotossici e l’incidenza di tumori al fegato nel lungo periodo causati dall’assunzione.7

- Esercizio fisico, qui lo scopo del mio elaborato: l’osservazione di un caso clinico in cui bassi livelli di testosterone sono stati riportati nei limiti fisiologici grazie ad un programma di attività fisica.

Ad oggi dagli studi emerge che l’esercizio fisico produce una serie effetti a livello ormonale: GH, ormoni tiroidei, cortisolo, catecolamine, insulina, glucagone, testosterone. In partcolare si è visto come dopo soli 20’-30’ di esercizio ad alta intensità aumenti la concentrazione ematica di testosterone, per poi tornare ai livelli basali nei 30’ successivi. Si può dire quindi che per ora si hanno evidenze di un aumento in acuto, mentre in cronico è necessario approfondire la questione.

€ 0.00 0 prodotti
AREA RISERVATA