Superfitness: perché crediamo nell'incredibile?
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Superfitness: perché crediamo nell'incredibile?

BCAA e prodotti detox, creme anticellulite, riso basmati, evitare il latte, impazzire per la quinoa, ingozzarsi di multivitaminici, fare il "pasto prenanna", bere 6 litri d'acqua al giorno con limone e zenzero, poche uova per il colesterolo e tante ripetizioni per la definizione... viaggio nel Superfitness!

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Superfitness: perché crediamo nell'incredibile?

Assumere BCAA e prodotti detox, spalmare una crema anticellulite, mangiare solo riso basmati, evitare il latte, impazzire per la quinoa, ingozzarsi di multivitaminici, fare il "pasto prenanna", bere 6 litri d'acqua al giorno (magari con limone e zenzero), cercare di dimagrire sudando… viviamo in un'epoca di continue ricerche e scoperte scientifiche, eppure le credenze sul fitness restano immutate e spesso coinvolgono anche gli addetti ai lavori: istruttori, personal trainer, nutrizionisti, che non disdegnano di suggerire miele prima dell'allenamento per avere più energia, fette biscottate nella colazione delle diete dimagranti, poche uova per il colesterolo e tante ripetizioni per la definizione.

In uno dei suoi lavori più celebri, lo psicologo cognitivista Bruce M. Hood, formula una ipotesi per spiegare come mai, malgrado la letteratura scientifica e i progressi tecnologici, gli esseri umani continuino a incrociare le dita, toccare ferro, leggere gli oroscopi, spiegando come la mente umana non possa fare a meno di seguire determinati schemi da cui nascono credenze condivise che sono addirittura indispensabili per la convivenza sociale.
Guai a soffermarsi troppo nel cercare di evidenziare le incongruenze e le fragilità che vi sono dietro, poiché chi cerca di farlo diviene un elemento critico per una sorta di ordine costituito, questo lo aggiungo io, ma provate ad andare in una spiaggia per famiglie urlando che i bambini possono entrare in acqua dopo aver mangiato, e scoprirete sulla vostra pelle cosa accade a voler rompere un equilibrio per quanto irragionevole esso sia.

Questa matrice mentale, che l'autore definisce Supersenso, forse non può aiutare a modificare le cose, ma può lenire la mortificazione di chi, nel suo piccolo, prova ogni volta a far emergere i falsi miti e le false credenze che circolano nel mondo del fitness, ricevendo tra le risposte più frequenti:

"non fa miracoli, ma aiuta!"
Questa crema per la cellulite? Non fa miracoli ma aiuta
I massaggi drenanti? Non fanno miracoli ma aiutano.
Le proteine subito dopo l'allenamento? Non fanno miracoli ma aiutano

Un estremo tentativo dell'interlocutore di giustificare la sua ingiustificabile scelta, non a caso chiamando in causa i miracoli.

Abbiamo bisogno di credere che assumere integratori di collagene andrà a migliorare direttamente e in modo mirato le strutture anatomiche che lo contengono, migliorerà la presenza di rughe sulla pelle, combatterà i problemi articolari e quelli tendinei, e ogni parte del corpo dove è presente del tessuto connettivo potrà giovarne.
Pazienza se è del tutto inverosimile.

Il concetto di Supersenso trova in questo caso la sua massima espressione, poiché in parte si ignora del tutto che il collagene sarà digerito nei suoi aminoacidi costituenti, ma in parte si è convinti che (non si sa come) quel puzzle di aminoacidi di cui si compone, una volta sparpagliato nelle migliaia di tessere nel corso della digestione, dopo che singolarmente queste tessere saranno assimilate e trasportate nel torrente ematico, in piena autonomia conservino memoria di quello che erano in precedenza, e selettivamente vadano a migliorare proprio i tessuti connettivi compromessi. Un po' come quell'ingenua ragazza che su internet chiedeva: "Ma una volta presa una bustina di Oki, come fa a sapere quale parte del corpo mi sta facendo male?". Il collagene (o meglio gli aminoacidi che lo costituiscono) non sembrano avere problemi nell'individuare su cosa agire, portafogli compreso!

D'altro canto, in una sorta di processo inverso al supersenso (un pessimo senso, direi) si mettono in atto una serie di "emollienti emotivi" per effetto dei quali si vede gonfiore e ritenzione idrica ovunque, rifiutandosi di prendere atto che si tratta di semplice, banalissimo, comunissimo grasso. Un po' come convincersi che "sfortunatamente" anche questa settimana non si è vinto alla lotteria, ignorando che la sfortuna non c'entra nulla.
Illudendosi che sia ritenzione si può ancora sperare che sotto quell'improprio accumulo idrico si nasconda un corpo perfetto e tornito. Via libera quindi alla ricerca del migliore drenante, con la stessa efficacia garantita che avrebbe comprare i numeri vincenti da giocare al lotto: non fa miracoli, ma risparmia la fatica di tirare i dadi.

La convenzione sociale di non dire le cose come stanno per non ferire nessuno, e il sostegno degli altri in sovrappeso a loro insaputa, tutelano il compagno di sventure dalla dolorosa presa di coscienza che semplicemente mangia più del dovuto e si allena male, o non si allena affatto. Non si è fatto in tempo a liberarsi del mito delle "ossa grosse" che è arrivato il "muscolo affogato", colpa all'acqua che a causa della sua "memoria" da una parte diviene il rimedio più caro ed inutile della storia (l'omeopatia), dall'altro simula in tutto e per tutto la presenza di grasso.

Acqua che non viene risparmiata dagli effetti del Supersenso/Superfitness, esponendosi all'esasperata ricerca di quella povera di sodio, spesso assunta per accompagnare bresaola e tonno (ritenuti ortoressicamente cibi puliti) e che di sodio sono stracolmi, acqua usata convinti di eliminare l'amido dal riso sciacquandolo sotto al rubinetto, acqua usata per redimere i morsi della fame di chi si sottopone a diete insensate, acqua usata a litri nella convinzione che riduca il grasso scambiato per ritenzione, acqua che elimina l'acqua, che elimina altra acqua, sino a… morire disidratati.

Al Superfitness non si sfugge, un modo per cascarci c'è sempre, ore trascorse a fare imbevibili centrifugati di tutto, per poi finire come nella scena iniziale del film "Momenti di trascurabile felicità" quando, allo sfortunato protagonista giunto nella sala d'attesa dell'aldilà, viene concessa una proroga con queste parole "Lei può tornare sulla terra per il tempo che si è guadagnato con l'uso abbondante delle centrifughe: un'ora e trentadue".
Un'ora e trentadue minuti, il tempo che avrete impiegato per andare un sabato pomeriggio uggioso al centro commerciale a comprare la centrifuga!

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