Le nuove religioni alimentari: vita eterna e 72 quasi-vergini
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Le nuove religioni alimentari: vita eterna e 72 quasi-vergini

Le nuove religioni alimentari, chiamarle diete è riduttivo, che promettono salute, giovinezza, vita eterna e 72 followers quasi-vergini dopo la vostra conversione

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Le nuove religioni alimentari: vita eterna e 72 quasi-vergini

Luglio: mese di vacanze, relax e chiacchiere da ombrellone, e quali sono le chiacchiere più diffuse? Ovvio quelle su dieta e alimentazione. Partiamo da un presupposto per chi non ha tempo da perdere che dal lettino accanto al suo già stanno elencando “le ultime ricerche” sulla papaia fermentata, seccata al sole dell’Himalaya, aromatizzata al guano di lama alimentato a bacche di goji. Per quelli che vanno di fretta occorre considerare che il 98% di ciò che sentite dire in palestra relativamente all’allenamento, e a tavola (o in qualunque altro luogo) relativamente all’alimentazione, è sbagliato, e dovreste fare esattamente l’opposto. L’opposto, e vivrete bene e in salute.

Per tutti gli altri, avrete notato che negli ultimi anni parallelamente alla crescita dei social, sono nate nuove diete e teorie sull’alimentazione e sono venuti meno i legami religiosi. Certo, considerato che ormai dal cielo piovono sulla piatta terra scie chimiche invece che la manna… occorreva aspettarsi che qualcosa sarebbe andato storto prima o poi.

Meno religioni e più diete, ma mille punti in comune tra loro. Ciascuna setta alimentare ha sostituito una setta religiosa, e tra sette alimentari corre un odio che in confronto le crociate sono state la forma edulcorata degli odierni testimoni di Geova. Tanto le sette alimentari che quelle religiose promettono la vita eterna, ma i ministri del culto delle diete si sono spinti oltre, non una vita ultraterrena, ma una vita eterna qui e adesso, subito!

Ogni fanatico di un regime alimentare vi dirà che il suo modello dietetico eviterà malattie, invecchiamento, morte, e vi potrà far avere 72 followers quasi-vergini pronte a seguirvi dopo la vostra conversione.
Cosa manca? Ah già il libro della fede! Nessun problema c’è anche questo, ed è l’enorme calderone di articoli reperibili su PubMed. Ad ogni discussione, ad ogni replica, ad ogni rimostranza o dubbio, il bravo chierichetto saprà citarvi gli abstract di articoli mai letti con la stessa facilità con la quale il vostro catechista citava i versetti degli apostoli, vostro nonno i proverbi della sera, e la vostra amica su Instagram improbabili frasi di Jim Morrison e Charles Bukowski (che poi con quelle foto… se anche mettesse i proverbi del nonno di Bukowski andrebbe bene ugualmente, ma questo è un altro discorso).

Ecco, proprio nel libro della fede ci sono purtroppo le falle che non permetteranno ad alcuna delle nuove religioni alimentari di avere la stessa longevità delle religioni classiche, salvo che da domani i crudisti fruttariani non si facciano esplodere vicino ai Road House, o i macrobiotici fondamentalisti non inizino a rapire e sgozzare i sostenitori della paleo dieta.

Quali sono queste falle? Molto semplice, la lettura di singoli articoli (che in realtà non legge nessuno) così come la citazione del singolo abstract, sono semplici informazioni e le semplici informazioni, pur vere quasi sempre, non confermano alcuna teoria e anzi spesso smentiscono i profeti che le citano, e che non avendole lette o non avendole capite, o probabilmente entrambe, ne sono all’oscuro. Così ogni battaglia sui social a colpi di repliche lascia sul campo centinaia di link ad altrettanti studi che, come i nomi sui monumenti ai caduti, nessuno andrà a leggere apprezzandone solo la quantità.

Siamo tutti di corsa, ed ogni cosa complessa cerchiamo di renderla talmente semplice che alla fine diventa banale, provando a risolvere quel che ne resta con un link, una informazione probabilmente vera ma tecnicamente inutile poiché disconnessa dal resto. Ecco perché ogni nuova religione alimentare può contare centinaia di articoli scientifici a suo favore, capaci di far impallidire anche il più tenace bevitore di birra! (Tranquilli, non immaginate il numero di ricerche a favore della birra, se ci marinate dentro la carne da fare alla brace si riducono anche gli idrocarburi policiclici aromatici, tra gli elementi più cancerogeni in assoluto, se poi funzioni anche benvendola a fiumi per accompagnare una grigliata di ferragosto non lo so, ma chi sono io per giudicare?)

Il problema delle informazioni è quindi quello di viaggiare scollegate delle competenze come una serie di numeri, risultati corretti di equazioni che non conosciamo. Un po’ come quando avete mal di pancia, allora raccogliete informazioni tramite internet sulle cause scatenanti di questi fastidiosi sintomi, e quasi sempre l’esito è un tumore (vale anche per qualsiasi altro sintomo, dal sudore notturno al mal di gola).
Sono appunto informazioni, corrette nella loro semplicità dal momento che esistono certamente delle forme tumorali con dei sintomi del tutto analoghi. Poi se qualcuno supera questa straordinaria forma di autodiagnosi e si reca dall’ormai vetusto medico, scopre che mangiare la bagna cauda in luglio provoca (pensa le volte), sia mal di stomaco che sudore notturno, e quindi il problema è solo quello.
Ecco questa semplificazione chiarisce come una informazione decontestualizzata ed elaborata su pochissimi elementi è certamente vera, ma inserita nella galassia di possibili ulteriori informazioni tra loro correlate, genera una competenza che può fornire risposte del tutto differenti.

Del resto, tornando alla tendenza di sostituire le religioni con le diete, se fate una ricerca scoprirete che è scientificamente provato che le persone credenti, religiose, e che pregano molto, vivono mediamente un paio di anni in più. Il dato è vero, certo e documentato (informazione), tuttavia questo non basta a provare l’esistenza di Dio (competenza).

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