Perché gli integratori stanno trasformando degli aspiranti BodyBuilder in zitelle appassionate di tisane?
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Perché gli integratori stanno trasformando degli aspiranti BodyBuilder in zitelle appassionate di tisane?

Cosa c'è dietro il mercato degli integratori, e per quale motivo l'ossessivo utilizzo produce esattamente il contrario rispetto ai risultati attesi da chi si allena in palestra e non solo?

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Perché gli integratori stanno trasformando degli aspiranti BodyBuilder in zitelle appassionate di tisane?

Guardate le braccia di un muratore e chiedetegli cosa mangia, poi guardate le braccia del palestrato medio, osservate l’ossessione maniacale per l’alimentazione, la gestione dei macro, il timing di assunzione, lo scarico dei carboidrati, il cheat meal, la fase di bulking, la finestra anabolica.
Ora chiedetevi chi è messo meglio, chi ha le braccia più grosse e forti, le spalle più possenti, capirete il ruolo sopravvalutato dell’alimentazione e perché la corsa all’integratore ha trasformato gli appassionati della ghisa in simpatiche zitelle che si consumano fra tisane allo zenzero, creme alla calendula e bastoncini d’incenso.

Lo so, questa volta forse esagero, ma è un continuo martellare nel settore del fitness con la richiesta della dieta miracolosa, del regime alimentare che può stravolgere il metabolismo, impennare il testosterone, abbattere il cortisolo, ammaestrare l’insulina.
Peccato ci si dimentichi dell’allenamento, anzi… nessuno più ne parla, nessuno conosce il concetto di riserva di adattamento, di tempo sotto tensione, di stimolo meccanico e metabolico, di progressione del carico, nessuno che conosca gli step della sindrome generale di adattamento. Nulla, zero. Ci si vuole allenare, si vogliono ottenere dei risultati, ma si ritiene superfluo conoscere e studiare (scusatemi se offendo qualcuno usando il termine “studiare”) le basi fondamentali che regolano i processi di adattamento corporeo.

Al contrario tutti sembrano abili conoscitori dei segreti dell’alimentazione, pazienza se semplicemente ripetono le stesse 20 o 30 frasi fatte che si insegnano negli spogliatoi della palestra come si faceva con le preghiere al catechismo.
Le si ripete a memoria da sempre, ma 50 anni dopo nessuno sa esattamente spiegare cosa significhi “rimetti a noi i nostri peccati come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, ma il suono è bello, lo ripetono tutti, quindi è certamente corretto, del resto sono solo frasi apprese quando l’indottrinamento ha meno freni cognitivi. Forse è a quella età che qualche falla cognitiva rimane aperta, e da quello spiraglio i nuovi catechisti dal pettorale grosso, i neocatecumenali delle caseine, insegnano questi comandamenti incisi sulle gallette, pardon tavole, della legge.
Decimo comandamento: non assumere più di 30g di proteine alla volta, o qualcosa del genere.

Del resto il fitness è un mercato favoloso che muove miliardi di euro in tutto il mondo, e non è certo l’aver ottenuto il fisico dei propri sogni quello che genera l’indotto. Anzi, meno facilmente lo si ottiene, e più il mercato degli integratori può prosperare e arricchirsi di nuove promesse.
Se neppure le massaie credono più al detersivo che lava più bianco del bianco che più bianco non si può, troverete invece decine di novelli culturisti alla ricerca del miglior tipo di creatina. Si vocifera che, dopo la creatina malato, a breve sarà messa in vendita anche la creatina smaltato, per quelli che vogliono una muscolatura impermeabilizzata e che resiste anche alle intemperie.

Per ottenere un buon fisico basterebbe invece la spesa per l’acquisto di 2/3 buoni libri che parlano della metodologia dell’allenamento, studiarli e applicare quel che c’è scritto. Tre buoni libri, più o meno il costo di un barattolo di gainer e in poco tempo, e senza altro spendere, ecco pronto il fisico tanto agognato. Invece no, in un settore in cui lo studio è marginalizzato perfino nelle aule universitarie dove il fitness dovrebbe essere di casa, il marketing alleva sapientemente dei polli da spennare.

Il miraggio dell’alimentazione pulita, degli integratori miracolosi, è il vero volano di questa economia. Neppure gli abbonamenti in palestra possono fare tanto, soprattutto in tempi di low cost. Serve qualcosa che si possa utilizzare con frequenza, venerare, credere di conoscere. Ecco servito il mito dell’alimentazione, alimentazione che (per buona parte degli utenti delle palestre che credono d’aver capito tutto) conta per il 70% (vedi anche L'inganno degli alimenti Fitness).

Guai a fare però qualche domanda dettagliata, la preoccupazione non è quella di capire, ma di ricevere l’eucarestia sottoforma di compresse di BCAA da prendere nello spogliatoio.
Guai a fare una ripetizione in più sotto la panca piana, il demone del catabolismo potrebbe risvegliarsi, ancora più grave il rischio di passare nei pressi del tapis roulant, già solo guardarlo potrebbe incenerire la muscolatura.

Da questi piccoli dettagli si capisce come ci si riempie la bocca di termini e di ormoni di cui nulla però si conosce, si ignora infatti che il rilascio nel corso di uno stimolo è funzionale esclusivamente allo stimolo che lo ha generato, nulla di più.
Il giorno che dovessero scoprire il massimale di un muratore Bergamasco, o fare una moltiplicazione per comprendere il suo volume di allenamento, servirebbero i sali di ammonio per evitare di perdere i sensi. Chissà se qualche muratore li utilizza i sali di ammonio, se qualche carpentiere sa cosa siano, perché in palestra tra uno squat e uno stacco da terra invece, pare non si possa fare a meno neppure di quelli.
Così nel mentre si critica l’uso de guantini per salvaguardare le mani, non è un atteggiamento strong e mancano le foto delle mani callose e strappalike, si ricorre a tutta una serie di amuleti e ammennicoli senza i quali non si riuscirebbe a chiudere un allenamento ben fatto, una banalissima ora in palestra per 4/5 giorni a settimana.

Ecco perché, come le zitelle di cui sopra non ci si preoccupa più di cosa produrrà realmente la tisana allo zenzero perché, come recita un famoso spot pubblicitario, non è forse l’attesa del risultato esso stesso un risultato? Sbagliato, ma pur sempre un risultato!

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