Ho ingoiato del dentifricio, è sgarro?
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Ho ingoiato del dentifricio, è sgarro?

Qualsiasi cosa non sia contenuta in una scatoletta di tonno è uno sgarro, tutto quello che non contiene 30g di proteine ogni 30g di prodotto sta compromettendo la massa muscolare, lo sgarro rappresenta l’elemento più basso dell’ignoranza in ambito fitness.

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Ho ingoiato del dentifricio, è sgarro?

Esiste una parte di internet denominata dark web, è un’area nascosta, non consultabile con i normali browser di navigazione, nella quale poter accedere (anche) a traffici illeciti, dalle sostanze stupefacenti alle armi, sino alla possibilità di assoldare un sicario.
È una zona che la maggior parte delle persone ignora ma la cui vastità è perfino maggiore rispetto al web “conosciuto” e abitualmente consultato, che in qualche modo rappresenta la punta di un iceberg rispetto alla totalità.

Allo stesso modo esiste una zona del fitness che possiamo denominare dark fitness, anche questa sconosciuta e di dimensioni più vaste ed estese rispetto a quanto ci si possa immaginare.
È sovrastata dalla parte che tutti conosciamo, quella che nel comune immaginario è fatta di frutta, vitamine, barrette, muscoli torniti (ma non troppo), pesetti rosa e abbigliamento fluo aderente. Se immaginassimo queste due zone, quella nota e quella sconosciuta come se fossero due distinti gironi, a dividerli ci sarebbe uno stadio intermedio, una terra di mezzo dominio dei pancake proteici e del burro di arachidi.

Quando il dark fitness incontra il web si accede ad una sorta di armageddon, dove ben raccolti in gruppi all’apparenza chiusi, greggi di seguaci vivono nella più assoluta mancanza di sicurezza in sè stessi e in quello che li circonda, qualsiasi cosa accada è sacrificata all’altare dell’ipertrofia, e tutto si divide tra quello che la favorisce e quello che la ostacola. Tra un selfie e un altro scattato in qualsiasi luogo ci sia uno specchio (spesso bagni in stile Casamonica), chiedono giudizi e pareri per ogni evento ritengano possa essere determinante ai fini della massa muscolare.

Gente preoccupata di sottoporsi a interventi chirurgici non per l’intervento in quanto tale, ma per via dello stop dagli allenamenti che ne sarebbe conseguito; altri in preda a dolori improvvisi nel corso del workout che non corrono al pronto soccorso, ma postano la foto del punto dolorante e chiedono agli altri una diagnosi; altri ancora che, sospettosi degli eccessivi 30 grammi di carboidrati al giorno in una dieta elaborata (a sentir loro) da un nutrizionista, la pubblicano per conoscere il parere dei compagni di ventura e metterla ai voti. Un crescendo senza limiti che passa dal timore di aver perso la massa muscolare acquisita nei primi e unici 10 giorni di allenamento a causa di 4 giorni di terapia antibiotica, alla paura di correre sotto la pioggia perché potrebbe essere cardio, e il cardio brucia la massa anche solo a nominarlo.

Il dark fitness è più esteso di quanto pensiate, è una enorme cloaca dove ciascuno risponde ai dubbi degli altri in modo sconnesso, ora invitando a bere 6 litri di acqua al giorno, ora a sostituire il sale da cucina (che farebbe male) col glutammato (che invece è un po’ come la vitamina C).
Per fortuna nessuno legge davvero i commenti degli altri, sono tutti solo preoccupati di proporre il loro punto di vista, porre ulteriori quesiti senza perdersi al contempo i continui post con le foto di una bikini in bikini (se pensate ci sia un errore siete ancora molto lontani dalla terra di mezzo di cui sopra) che avendo terminato la scorta di frasi falsamente attribuite a Jim Morrison, commenta con un “non fate i pesi che vi fanno diventare come gli uomini”, che nel gergo degli abitanti della Gomorra del fitness significa… scherzo non significa nulla, è solo una scusa per mettere le foto e colmare la crisi d’astinenza da like.

Se state pensando che tutti questo sia finalizzato a dirvi di stare alla larga dal dark fitness vi sbagliate.È un luogo che consiglio ad ogni professionista che voglia fregiarsi di tale appellativo, e lo consiglio ancor più vivamente ai miei studenti in facoltà. Le domande che bonariamente possiamo irridere, e io per primo “sfrutto” in questo editoriale, rappresentano i dubbi e le perplessità della maggior parte delle persone che frequenta una sala attrezzi, una palestra, un luogo in cui ci si possa allenare.
Appena si comprende che usando i pesetti rosa non si potrà ambire ad alcun risultato, appena gli obiettivi divengono più chiari e la voglia di raggiungerli si concretizza, le domande che si possono leggere in tali gruppi riflettono i medesimi dubbi che ciascun iscritto vorrebbe porvi. Non importa quanto possano apparirvi acute o sciocche, banali o complesse. Quel che conta è se siete in grado o meno di rispondere attenendovi a supporti scientifici pur con un linguaggio comprensibile a tutti.

Questi ambienti sono delle vere palestre, è il caso di dirlo, in cui misurare se le proprie competenze tecniche e comunicative sono all’altezza dell’utente medio di un centro sportivo. Consapevoli che sapendole affrontare si assolve al doppio ruolo di svolgere correttamente il proprio lavoro e di prevenire la discesa dei propri utenti verso gli inferi dell’insicurezza.

Sapreste individuare una errata applicazione della manovra di Valsalva dalla descrizione dell’utente preoccupato che scrive nel gruppo di avere capogiri durante alcuni specifici esercizi in cui usa molto peso, o come la maggior parte dei partecipanti alla discussione anche voi avreste risposto che stava mangiando poco e doveva (per sicurezza) integrare con i BCAA? Alla domanda sugli effetti della carnitina, avreste saputo spiegare il suo ruolo metabolico e le ricadute quando diviene substrato nella produzione di ossido di trimetilammina o, come qualcuno ha risposto, ritenete anche voi la creatina un enzima che mangia (sic!) i grassi?

Se invece nel dark fitness ci siete fino al collo, saprete che l’amletico dubbio della stagione autunno-inverno, è il timore che qualsiasi cosa non sia contenuta in una scatoletta di tonno è uno “sgarro”, tutto quello che non contiene 30g di proteine ogni 30g di prodotto sta compromettendo la massa. Lo sgarro rappresenta l’elemento più emblematico dell’ignoranza connessa al fitness, dell’incapacità di comprendere i meccanismi metabolici e fisiologici, ignoranza che per altro rappresenta la condizione necessaria per definirsi degli esperti. E così è tutto un susseguirsi di foto con del cibo e sotto la domanda “secondo voi è sgarro?”

È stato chiesto per tutto, tanto che ad un certo punto ho iniziato a pensare che l’aver ingoiato accidentalmente del dentifricio lo scorso primo gennaio possa aver compromesso l’allenamento di tutto dicembre, voi cosa ne pensate: ingoiare il dentifricio è sgarro?

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