Il fitness non esiste!
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Il fitness non esiste!

Sedentari che vogliono tonificarsi, bodybuilder che vogliono definirsi, bruciagrassi, termogenici, carboidrati e finestre anaboliche, tutto il fitness che non esiste e che tanto ci appassiona

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Il fitness non esiste!

Aprile inoltrato, tempo per i ritardatari di iscriversi in palestra per tonificare un po’, non per diventare troppo muscolosi, giammai, ci si “accontenta” di avere il fisico come quello di un nuotatore alle olimpiadi non certo quello di un bodybuilder di vecchia data. Quanto ci potrà volere, 3 settimane? 4? C’è tutto il tempo, anzi a pensarci bene meglio rinviare l’iscrizione a fine maggio.
Chi si allena già da tempo invece ha cominciato da almeno un mese la definizione, la fase di cut, che fa più figo e ci si sente più “bro”.
La fase di cut, bene inteso, significa restrizione calorica, mangiare meno insomma, meno del meno che si mangia di solito, meno riso, meno pollo, meno albumi, meno bresaola, meno gallette, perché chi alterna il cut al bulk alterna il mangiare poco ma tanto al mangiare poco ma meno (il bulk è la fase di massa, lo dico per quelli rimasti al culturismo mentre noialtri abbiamo già inventato il powerbuilding).
Mangiano poco perché la dieta è ristretta a 5/6 alimenti, meno o tanto a seconda che ci si trovi in cut o in bulk. Il che lascia pensare che ci sia una dieta per la massa e una per la definizione, e non un allenamento per ciascuna delle due, del resto quasi tutti ripetono che gli addominali si fanno a tavola, mica in palestra, magari con l’aggiunta di un po’ di cardio ma non troppo, bastano 20 minuti per bruciare i grassi, eventualmente con un po’ di carnitina che li brucia meglio o forse con un termogenico, che molti dicono non funzioni ma invece lo scorso anno i risultati si sono visti. Insomma, nel mentre si decide se il merito sia dell’alimentazione, degli integratori o dell’allenamento, il marketing del fitness va avanti.

Il fitness non esiste, perché nelle poche frasi della premessa non c’è un solo concetto vero, io non so come funzioni tra gli appassionati di calcio, quelli di motociclismo, tra gli amanti della pesca o i patiti di dolci, non so se anche questi altri inventino cose che poi si tramandano convinti che siano vere. Nel mondo del fitness, il fitness che non esiste, funziona proprio così e quasi tutto ciò che si racconta è falso, inventato di sana pianta, spesso l’opposto di quanto realmente accade. Non credo ci sia qualcuno convinto che colpire un pallone con le mani e mandarlo in porta sia fuorigioco, o mettere del diesel in una moto da GP garantisca una maggiore percorrenza con minori soste ai box, dubito che i pescatori usino l’amo senza esca, o che gli amanti dei dolci pensino che sostituire lo zucchero col sale sia un modo di fare dolci per diabetici.

Nel settore del fitness si! Esiste tutto questo, si parla di tonificazione (che non esiste) perché non si comprende che ci sono diversi gradi di ipertrofia e che anche la più lieve comporta fatica e sacrificio, e quindi il rischio di trasformarsi in un culturista è meno probabile che vincere la lotteria per 5 volte di fila (ovviamente guai a chiedere cosa sia il tono muscolare); si bruciano i grassi dopo 20 minuti, anche se non è mai avvenuto né potrebbe avvenire; si vogliono allenare gli addominali a tavola perché non si è capaci di farlo in palestra e si cerca il miracolo del poco grasso corporeo per rendere evidenti masse che non sono ipertrofiche; si usano integratori inutili, talvolta dannosi, e si confonde un ipotetico risultato per una loro efficacia.

Per quello che non si è in grado di comprendere (quasi tutto quindi) vige poi la regola non scritta di usare una delle 3 frasi di rito:

  1. ci sono diverse scuole di pensiero
  2. l’ho fatto e funziona
  3. mi ha detto mio cugino che è grosso

Frasi che sono l’autocertificazione della propria incompetenza. Ma nel mondo del fitness che non c’è, ammettere di non avere idea di quel che si afferma fa più male di un manubrio da 10 Kg che casca sul piede mentre si è osservati dalla selfie-girl della palestra, "modella presso me stessa".

E così a forza di allenamenti per il pettorale esterno (che non esiste), carboidrati che la sera fanno ingrassare (e invece spesso fanno il contrario), gente che nel 2019 ancora corre nel kway sotto al sole (e rischia di restarci secca), alte ripetizioni per definire (facendo per una volta l’anno un allenamento ipertrofico), proteine isolate da trangugiare entro 20 minuti dalla fine dell’allenamento per sfruttare la finestra anabolica (che dura diverse ore), miele preso subito prima di allenarsi per avere più energia (ricevendo in cambio solo una ipoglicemia secondaria), passando per il timore che il cardio provochi la cellulite (seppur migliori il circolo ematico e linfatico), o che allenarsi per 5 minuti in più del dovuto condanni per sempre all’overdose di cortisolo (capostipite di reazioni fisiologiche necessarie), si piega e si piaga il fitness sull’altare del fantasy più spinto.

Una carrellata infinita di informazioni del tutto false ma che ripetute sempre e da sempre diventano vere, o perlomeno credibili creando un clone illusorio del fitness, una copia falsa quanto le foto delle modelle cui ci si ispira e che quando si sta per raggiungerle esce una nuova release di Photoshop e loro migliorano ancora, e certo non si riesce a eguagliarle con i soli filtri di Instagram.

Intanto ci si prepara per la kermesse più nota d’Italia, il Rimini Wellness, anch’esso ormai tale da oltre 10 anni, ma per tutti ancora “la fiera del fitness di Rimini”. Perché cambiare anche solo il lessico in questo bizzarro mondo non è cosa facile, figurarsi la sostanza.

Tutti a Rimini in ogni caso, nella fiera del fitness (che non c’è più) a guardare un po’ di fitness (che non esiste), chi spettatore chi parte dello spettacolo, chi nell’attesa morbosa e pruriginosa di poter osservare, chi in quella smaniosa di potersi far notare, riscattarsi per 4 giorni l’anno dopo mesi e anni di sacrifici e spesso (s)torture.

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